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Wednesday, August 20, 2014
MADONNA DELLA PIETRA DI CHIARAVALLE CENTRALE
SANT'ANTONIO DA PADOVA
SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO
SAN BIAGIO PROTETTORE DI CHIARAVALLE CENTRALE
chiaravallepro.it  : UN PONTE TRA PASSATO E FUTURO

FOTO PROCESSIONE DELLA MADONNA DELLA PIETRA CHIARAVALLE CENTRALE

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PIETRA CHIARAVALLE CENTRALE

MADONNA DELLA PIETRA 22 AGOSTO 2011 giochi

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MADONNA DELLA PIETRA 22 AGOSTO 2011 torneo briscola

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MADONNA DELLA PIETRA 21 AGOSTO 2011

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MADONNA DELLA PIETRA 20 AGOSTO 2011

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MADONNA DELLA PIETRA 19 AGOSTO 2011

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PROCESSIONE MADONNA

DELLA PIETRA anno 2010

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anni precedenti

FOTO by Raffaele Badolato

Processione e Festa della Madonna della Pietra

Anticamente,la festa della Madonna della Pietra si svolgeva l’ultima domenica di agosto dato che nella tradizione religiosa questo mese era dedicato alla Madre di Dio.Nove giorni prima,alla funzione serale, iniziava la relativa novena consistente in diversi sacri colloqui e versi cantati riferiti alla legenda e alla storia della parrocchia e della cittadina di Chiaralle.Al venerdì precedente la festa,dopo la celebrazione della citata novena l’antica statua della Madonna,in legno,veniva trasportata in processione dalla chiesa Matrice fino alla chiesetta della Foresta sita a circa due km due chilometri di distanza.La processione attraversava la strada principale del paese che,allora era la Gran Via.Il simulacro era condotto a spalla,dai confratelli della Confraternita della stessa Madonna,o da alcuni portatori che avevano vinto tale privilegio posto all’incanto dietro corrispettivo di una somma di denaro. Attorno agli anni ‘50 del secolo scorso,una svolta particolare allo svolgimento della festa patronale venne data da un evento che aveva,in sè,del miracoloso. Un certo Nicola Sestito,detto”Sarmara”era stato incaricato dalla Congrega, e dall’apposito Comitato Festa,di trasportare col suo camion,uno dei primi mezzi di trasporto motorizzati della zona,la banda musicale di Davoli,la quale svolse il suo servizio durante i festeggiamenti. Il martedì successivo,circa alle ore 09:00,il detto autista,caricati che si furono imusicanti sul cassone dell’automezzo,partì alla volta di Davoli. Giunti nei pressi della località Laganosa di Satriano in una brutta curva della vecchia strada per Soverato,il pesante veicolo sbandò finendo in una scarpata fuori strada con il rischio di precipitare nel sottostante burrone. In quegli attimi di terrore,il devoto conducente invocò la provvidenziale protezione della Madonna della Pietra.All’istante una potente forza soprannaturale bloccava il camion in bilico sul ciglio della scarpata. Con estrema cautela,e con l’aiuto di alcuni passanti accorsi sul posto,gli occupanti scesero e riportarono il mezzo sulla carreggiata.Quindi ripresero il viaggio che proseguì tranquillo per la predetta destinazione. Sulla via del ritorno il miracolato dopo aver ringraziato la Vergine Santa per aver salvato la vita di tutte quelle persone espresse il voto di trasportare in processione la statua della Madonna, sul suo camion per sempre,lasciando questa pia eredita ai suoi discendenti. Il voto fu accolto dal parroco del tempo,Don Bevivino Saverio e rispettato negli anni avvenire dai colleghi camionisti che ancora oggi concedono il privilegio agli eredi di “Sarmara”. Fu così che il camion posteggiato sulla spianata del castello nei pressi della chiesa Matrice venne abbellito con panneggi colorati e addobbi floreali. Nel contempo la sacra effigie era evidenziata da un arco luminoso che ne circondava la figura(opera del famoso Colobino Giorla da Petrizzi che curò anche la spettacolare illuminazione delle vie principali e dello spazio fieristico per molti anni) e da una scrtta luminescente a colori sul posta sul parabrezza, inneggiante alla Vergine : ” VIVA MARIA “. Sul cassone,attorno alla statua,si assiepava un folto gruppo di verginelle(bambine vestite di bianco) regenti mazzetti di fiori e sempreverdi. Dopo la funzione serale del venerdì, il detto camion si avviava in piazza Dante, di fronte alla chiesa Matrice,dove davanti ad esso e dietro si organizzava la processione,mentre un addetto della Congrega sparava in cielo aluni “Furgoli”(Fuochi d’arificio non colorati). Vicino alla parte anteriore del camion,su due file distanziate, prendevano posto i bambini, i componenti del Comitato Festa e della Congrega della stessa Madonna. Quindi i rappresentanti dei vari gruppi parrocchiali con i relativi stendardi. Di fronte all’automezzo si ponevano il parroco e gli altri religiosi circondati dalle autorità civili e dai capi delle forze dell’ordine,vestiti in alta uniforme. Precedeva tutto un rumoroso stuolo di motorette e motorini che artisticamente acconciate con corone di fiori e luci intermittenti facevano strada con un fracasso infernale a ricordo dei fragorosi sconvolgementi del terremoto di cui la Divinità festeggiata era considerata protettrice. Dietro il carro allegorico si posizionava la banda musicale;seguiva un enorme serpentone di devoti formato da quasi tutti i residenti, dagli emigrati nelle varie parti del mondo ritornati in paese per l’occasione,e da numerosi turisti che,incuriositi,rimanevano incantati dal sontuoso spettacolo di fede. Durante la processione le donne intonavano dei canti mariani, alcuni dei quali in forma dialettale, dedicati esclusivamente alla protettrice del paese; altri,più generici,in latino o in lingua italiana. La processione così composta scendeva lungo il corso Staglianò, imboccava la Gran Via, giungeva al Calvario, e s’immetteva,di nuovo, sul corso Staglianò in direzione opposta al primo tratto del percorso;quindi svoltava su via Pirara per poi concludere il tragitto davanti alla vecchia chiesetta della foresta. Per illuminare l’ultima parte del percorso, non ancora favorito dalla luce elettrica, alcuni dei fedeli alla testa della processione reggevano in mano delle torce accese. Una volta raggiunta la cappelletta della foresta la statua veniva scaricata e deposta su una varia (sostegno in legno intagliato e dorato) ed esposta alla libera venerazione dei fedeli,tra lo scoppiettìo di altri furgoli. Intanto,la fiera, allestita nello spiazzo forestale prospiciente la chiesetta,si animava,dando l’avvio alle compravendite,in particolare, di animali domestici. Il giorno seguente mentre nella cappelletta si pregava o si assisteva alle sacre funzioni,all’esterno si svolgeva la fiera di vari generi,ed in essa,nel tardo pomeriggio,avevano luogo i giochi popolari come la gara della pastasciutta carica di peperoncino amaro,o quella della “Ntinna”,cioè una specie di albero della cuccagna. Il programma civile prevedeva nel tempo più remoto l’esibizione delle bande musicali,con un gran numero di componenti,in pezzi d’opera lirica e di popolani che cantavano,suonavano e ballavano brani folcloristici. La Domenica giorno della vera festa,dopo la messa cantata di metà mattino,la statua della Madonna faceva un giro devozionale nella fiera a benediziopne di quanti vendevano o vi sostavano. Al pomeriggio,sul tardi,veniva invece riportata in paese,cercando, per quanto possibile,di farla passare per le vie non battute nella citata processione serale del venerdì. Sul finire degli anni ottanta sul palco dove si esibiva la banda e i cantanti previsti dal programma civile,capitava che nel giorno della festa si celebrasse la messa all’aperto per permettere,a quanti,per ovvie ragioni di spazio,non potevano parteciparvi nella chiesetta. Circa vent’anni prima era anche possibile vedere la statua della Madonna che,in un giorno non festivo, si avviava,sul caamion in processione nelle contrade di campagna. Ritornata,dopo il vespro,la processione del giorno festivo,seguiva una messa di ringraziamento,e la veglia di preghiera che si protraeva fin oltre la mezzanotte Dopo una nutrita batteria di fuochi artificiali,la statua,questa volta a spalla,risaliva per la via più breve;ovvero lungo la strada della ferrovia che conduceva al Calvario e di là tornava in chiesa matrice,sempre in processione. Reintronata sull’altare maggiore,benediceva il popolo che,salutandola con un ave, lasciava la chiesa sperando in bene. Nel frattempo,il piazzale della fiera si svotava e la festa poteva considerarsi finita. Attualmente la festa si svolge in modo molto simile al passato con qualche differenza:oggi al posto della banda musicale si esibiscono cantanti e complessi;la parte folcloristica è quasi scomparsa. Nel campo religioso si registra una minore affluenza di fedeli,e non si notano quasi più le offerte degli ex voto e edei doni per grazia ricevuta che una volta si offrivano con fervente devozione. Inoltre,durante la processione del venerdì sera, da diveresi anni non si notano più le motorette rumoreggianti proibite dalla polizia municipale per salvaguardare l’ordine pubblico.Anche le torce processionali sono state eliminate e sostituite dai fari elettrici. Anche la fiera degli animali è stata soppressa per questioni di sanità pubblica.Ridotti sono anche i contributi in denaro provenienti dall’ estero in particolare dal Canada e dalla Svizzera poichè la si svolgono le feste della Madonna della pietra organizzate da comitati di emigrati Chiaravallesi. Alcuni anni fa, invece, le donazioni erano più consistenti al punto che un anonimo emigrante offrì addirittura l’intero spettacolo pirotecnico. Essendo Chiaravalle al centro del circondario è facile raggiungere i luoghi dei festeggiamenti, anche per chi viene da lontano; tanto più che il pellegrinaggio, in questo caso si limita alla processione dal castello alla foresta.