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Friday, October 20, 2017
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MARIA SANZO La Maestra

Classificato in/Posted in Collana 2, Personaggi 1 category

MARIA SANZO    “La Maestra”

Nata a Chiaravalle Centrale il 26 Maggio 1883 da Domenicantonio e Maria Teresa

Ciancio, conseguì nel Luglio 1904 il diploma magistrale superiore presso l’Istituto

De Nobili di Catanzaro.

Iniziò subito ad insegnare a Gagliato ove vinse nel 1905 il concorso per la stessa

sede e poi (1908) il concorso per la sede di Chiaravalle insegnando prima nel rione

Cona e successivamente nel centro: dal 1908 al 1949,anno del pensionamento,sempre

classificata con il massimo punteggio ed ottenendo due diplomi di benemerenza nel

1925 e nel 1932.

Amò sopra ogni cosa la scuola, che vide in quegli anni come riscatto sociale e

formazione personale, ed i suoi concittadini.

Lo spirito, l’amore e la passione che profuse con estrema generosità nel suo operare

sia come docente che come cittadina si posono comprendere da quanto ha lasciato

nelle sue testimonianze scritte, dai giudizi del mondo della scuola e soprattutto  nel

ricordo, dall’affetto e dalla riconoscenza di quanti la conobbero.

Nella sua ultima relazione annuale scrive “ho dato tutte le mie energie alla scuola…”

Ogni sua classe, per tutti quegli anni –nell’aula di Via Alloro, vicino Piazza Dante-

era composta da oltre 40 alunni, di tutte le età (quanti chiaravallesi sono stati da lei

formati in 45 anni!).

Addirittura, nel periodo bellico, accogliendo i figli degli sfollati, il numero giunse

a 54 alunni.

“Le difficoltà e le privazioni sono enormi…le condizioni di troppi alunni sono davvero

tristi, manca tutto… eppure con pazienza ed escogitando tutti gli espedienti didattici

più efficaci il profitto fu soddisfacente… disciplina, conoscenza, solidarietà ed aiuto

reciproco, rispetto della propria dignità senza servile timore…”

L’ INSEGNAMENTO

Tutte le testimonianze dei suoi alunni concordano: sia quelli che si sono fermati alle

elementari (“grazie alla Maestra abbiamo imparato bene a leggere, a scrivere,a far  di

conto ed ad essere coraggiosi, che nessuno poteva imbrogliarci o prenderci in giro…

abbiamo vissuto con dignità”), sia quelli che hanno continuato negli studi superiori e

che lei seguiva con consigli ed appoggio costante.

Severa ed esigente spronava energicamente i genitori a far frequentare la scuola con

assiduità, soprattutto i più umili, che spesso venivano tenuti come aiuto nei campi, e le

bambine che in quegli anni erano oggetto di chiusura ed emarginazione retriva.

A volte era impervio anche il solo cammino verso la scuola per strade sterrate ed

allagate, ma lei non ammetteva assenze.

Non tutti gli alunni poi potevano sostenere le spese: quanti pennini, quaderni, gessetti

comprò per loro.

Dalle sue classi, con l’impronta del suo carattere e della formazione impartita, sono

usciti una buona parte dei nostri concittadini che poi hanno dato il loro contributo

fattivo (deputati,sindaci, consigliere, insegnanti,medici) alla crescita sociale   ed

economica di Chiaravalle, dai primi del Novecento e fino al dopoguerra.

Mantenne sempre il legame con gli ex-alunni che la reputavano esempio di vita:

numerosa la corrispondenza con emigrati o residenti in altre città.

Attraversò come pochi insegnanti e con influenza notevolissima la faticosa ed

affascinante strada della scuola chiaravallese  da inizio secolo al secondo dopoguerra.

Conscia dell’importanza che La sua professione rivestiva per l’emancipazione del

proprio borgo, aiutò più di un maestro  alle prime armi con consigli, aiuti ed umana

solidarietà.

Tra questi indirizzò anche il nipote Vincenzo Mascaro che, in seguito, diede ottimi

frutti nel solco da lei tracciato.

Si battè sempre con tenacia ma con riservatezza e con l’ausilio degli amici, tra gli

altri il Podestà Domenico Staglianò, Mario Ceravolo e Franco Parisi, per l’apertura di

classi rurali, per la costruzione dell’edificio scolastico e per l’arricchimento della

biblioteca.

L’ IMPEGNO SOCIALE

A fianco della sua attività scolastica, innumerevoli i suoi interventi, tenaci e costanti,

per aiutare i più poveri ed indifesi: per gli abitanti del rione Cona era come un nume

tutelare.

Sfruttò sempre il suo indiscusso e notevole prestigio per il miglioramento, per quanto

le fu possibile e senza tornaconto, delle condizioni della classe umile, in quegli anni

assai tristi ed al limite della fame.

Ministra dell’ Ordine francescano secolare, dal 1936 al 1950, ammantava la propria

attività benefica, coadiuvata dai negozianti e dagli amici più facoltosi, all’ombra dei

Cappuccini, che supportò per quanto le fu possibile.

Il loro guardiano Padre Consolato, nell’elogio in anniversario della sua morte la definì

“un Angelo protettore della nostra gente… per essa più importante del podestà, del

prefetto…ha fatto molto, molto bene al paese ed aiutato il nostro ordine…”

Delle sue molteplici amicizie e conoscenze , sempre sincere e saldissime data la sua

personalità e la sua attività, non chiese mai nulla per sé ma sempre per gli altri, vivendo

con dignità, modestia e decoro. Si spense l’11 Novembre 1950: alle esequie

parteciparono migliaia di persone (solo 600 furono i cappuccini e i rappresentanti del

TOF venuti da tutta Italia), fu commemorata oltre che dai colleghi e superiori giunti

da tuttta la regione anche da tre dei suoi “illustri” discepoli e fedeli amici che poi

saranno eletti in Parlamento: Ernesto Pucci, Mario Ceravolo e Tommaso Spasari. Fu

uno dei più partecipati commossi funerali di sempre: tutti i chiaravallesi si strinsero per

salutarla e dimostrare affetto e riconoscenza.