LA FESTA DEI NONNI

 

LA FESTA DEI NONNI

CHIARAVALLE  7/10/2012– Un evento per rendere omaggio al  ruolo insostituibile e prezioso dei nonni nelle famiglie e nella società, è stato promosso a Chiaravalle, in adesione alla festa nazionale dei nonni, da parte della Presidenza del Consiglio comunale, dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione,  con la collaborazione della Parrocchia “Santa Maria della Pietra”.

La prima parte dell’appuntamento ha avuto luogo in chiesa matrice, dove i bambini e ragazzi dell’Istituto scolastico comprensivo numero 2, rappresentato da Elisa Giannotti e dell’Istituto “San Giuseppe” delle suore “Figlie di Maria Immacolata”, hanno letto pensieri e poesie rivolte  e dedicate ai nonni, «patrimonio inestimabile della sociètà», così  li ha definiti il presidente del Consiglio comunale, Maria Teresa Sanzo. Proprio per esprimere loro un sentito ringraziamento per ciò che fanno quotidianamente nelle famiglie,  concorrendo all’educazione dei nipoti, con la trasmissione di valori,   anche a Chiaravalle si è voluta celebrare la festa dei nonni. «Lo stesso evento –  ha proseguito –   si è fatto rappresentazione anche un gesto di affetto,  la manifestazione di un sentimento».

Il sindaco Gregorio Tino, motivando la scelta di voler istituzionalizzare la festa con cadenza annuale, ha osservato come senza i nonni  la società sarebbe più debole.

«Sono loro infatti – ha argomentato –  a intervenire nelle dinamiche familiari e quotidiane, stando vicino ai nipotini quando i genitori sono impegnati per lavoro, accompagnandoli con il loro affetto e guidandoli con la loro esperienza. I ricordi corrono all’infanzia di ciascuno di noi».

Ha osservato,  ancora  «quanti nonni  in tempi di crisi si fanno carico dei problemi delle famiglie, a volte, anche in termini economici. È doveroso dunque ringraziarli e festeggiarli».

Alla fase  introduttiva della manifestazione è seguito un momento di preghiera e riflessione liturgica, animata dal parroco don Enzo Iezzi e dal diacono Laurora. «Nella figura dei nonni – ha commentato don Iezzi – si coniugano due valori: l’esperienza  della vita vissuta e la speranza risposta nelle nuove generazioni.

Ed i nonni accompagnando i nipoti nel cammino verso il futuro, offrono in tale senso un contributo molto significativo».

La festa si è conclusa, a Palazzo Staglianò, con il taglio della torta offerta dall’Amministrazione comunale. Protagonista del simbolico momento, attorniato dalle autorità locali,  è stato mastro Francesco Macrina, il nonno più anziano di Chiaravalle, che compirà 103 anni il prossimo gennaio. Tra la meraviglia  e l’ammirazione dei più piccini, ma anche dei grandi, arzillo come al solito ha formulato in rima gli auguri, facendo seguire una sua breve esibizione musicale con l’armonica.

                                                         Maria Patrizia Sanzo                

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Per il video del taglio della torta premi play

 

 

Per l’intervista di Nadia Montirosso premi play

 

  

Peppe Sestito

 

                      

ESSERE  NONNO  OGGI

di Vittorio Bonacci

         Nel regno animale esistono molteplici relazioni parentali, ma  una soltanto  abbraccia più di due generazioni e riguarda esclusivamente la specie umana, gli animali  infatti si fermano alla relazione genitori-figli. Questa relazione speciale si realizza allorquando l’uomo (inteso appunto come specie umana), con la nascita di un figlio di suo figlio, diventa nonno.  

         Molti eventi provocano nelle persone  l’assunzione di nuovi ruoli, ma la nascita di un nipote è l’evento che rivoluziona i dinamismi relazionali dei vari componenti della struttura familiare. Con l’arrivo di un nipote  si instaurano, infatti, rapporti trigenerazionali impregnati di  forti implicazioni affettive, emotive e di  comportamento. Così la nonnità porta, tra l’altro, con sé una ridefinizione di ruoli e funzioni.

         Nel passato i nonni venivano identificati con <gli anziani> ed erano collocati nell’area scarsamente rilevante della “terza età”. I profondi cambiamenti, registrati recentemente  all’interno della società e della famiglia, come hanno trasformato i rapporti tra genitori e figli, così hanno generato anche una nuova immagine del nonno. Oggi anziani e nonni sono considerati come due gruppi distinti e con  caratteristiche diverse. Tra l’altro nella società odierna non tutti gli anziani sono nonni e non tutti i nonni sono anziani.

         La figura del  nonno oggi non è assimilabile all’immagine tradizionale del <nonno patriarca>,  depositario dell’antica saggezza di  matrice contadina.  Verosimilmente Albert Einstein faceva riferimento a questa tipologia  di nonnità quando ripeteva ai suoi studenti: “Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarla a tua nonna”.

         Mario Gecchèle afferma  che “quello del nonno oggi  è un ruolo emergente”. [1] Per questo è in atto un processo di riscoperta  e di valorizzazione del ruolo dei nonni in quanto essi, essendo ricchi di risorse esperienziali, sono  in grado di offrire un valido apporto per lo sviluppo dell’identità personale dei giovani.

         Il  Parlamento italiano ha intercettato e interpretato questa evoluzione socio-culturale e con legge n. 187 del 12 agosto 2005 ha istituito  <La festa nazionale dei nonni> per celebrare, il 2 ottobre di ogni anno, “l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale”.

         Nonni non si nasce ma si diventa. Il rapporto nonni-nipoti, infatti, è piuttosto complesso e variabile perché sono molti gli  aspetti che  influiscono sul modo di vivere la nonnità.

         Durante la seconda metà del secolo scorso   sono scomparse le grandi certezze e la società   oggi  è caratterizzata da una visione del mondo in cui domina la soddisfazione immediata dei bisogni a scapito dei doveri di solidarietà e di responsabilità. In questo contesto sociale  il contributo educativo dei nonni  assume particolare importanza per lo sviluppo e la socializzazione dei bambini.

         Il rapporto nonno-nipote è scevro delle ambiguità e dei disagi spesso presenti nelle relazioni tra adulti. Si può dire che  nelle trame di questo rapporto vi è “amore senza Edipo” perché esso non si configura come legame unico ed esclusivo.

         Lo stacco generazionale rende i nonni  più disponibili e spesso anche complici con i nipoti. L’atteggiamento dei nonni si modula in   forma meno rigida e più tollerante, rispetto a quello dei genitori. Tra nonni e nipoti viene vissuto un rapporto libero, fine a se stesso, privo delle preoccupazioni educative proprie dei genitori. Tuttavia il non avere responsabilità educative dirette non significa assenza  di  funzione e azioni formative efficaci. I genitori devono dare regole e farle rispettare, i nonni , invece, esercitano il loro ruolo in forma più rilassata, privilegiando gli aspetti ludici. Mentre i genitori sono spesso agitati e ansiosi, i nonni, per età ed esperienza, riescono a stabilire un maggiore equilibrio relazionale e ciò è molto importante perché il bambino non cresce  stressato e carico di fobie.

         Certo, il nonno per  recuperare ed esaltare il suo ruolo educativo  deve porsi in posizione di ascolto  e di osservazione nei riguardi del bambino in crescita. Questo atteggiamento rispettoso è assolutamente indispensabile perché solo così egli sarà per il nipote un modello significativo e non semplicemente un custode e solo così la nonnità diventa occasione di crescita.

         Nell’immaginario dei nipoti l’avo porta con sé esperienze magiche e memorie  irripetibili, ricordi di un tempo lontano, squarci di luce e di avventure nell’orizzonte di mondi diversi e misteriosi. Tutto questo per il nipote assume i colori della fiaba che, come ogni fiaba, alimenta la sua curiosità e arricchisce la sua intelligenza e la sua vita. Il nonno diventa così, per il bambino, anello di continuità tra il passato nascosto ed il futuro che lo aspetta.

         Riferendo ai nonni la frase   di Einstein, sopra ricordata,  si potrebbe così capovolgere:  “Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarla a tuo nipote”.

                                                        Vittorio Bonacci

 


[1] M. Gecchele, NONNI E NIPOTI: UN RAPPORTO EDUCATIVO, Ed. Rezzara, 1993.

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