CENTENARIO DELLA CHIESA DEL CONVENTO DEI CAPPUCCINI DI CHIARAVALLE di Maria Patrizia Sanzo

 

CHIARAVALLE – Fervono i preparativi in vista della cerimonia religiosa che, (giovedì 26 luglio 2012) alle ore 18, celebrerà i cento anni dalla ricostruzione e dedicazione al “Sacro Cuore di Gesù” della Chiesa del Convento dei Cappuccini.  Precede (mercoledì 25) sempre alle ore 18 l’ufficio dei Vespri. 

Dell’importante ricorrenza di domani come delle iniziative già intraprese   e previste nel corso di quest’anno giubilare, del ruolo che il Convento ha avuto e ricopre tutt’ora, si è parlato nel corso di una conferenza stampa.

L’anno giubilare ha preso il via il 27 novembre, alla presenza del arcivescovo della diocesi di Catanzaro Squillace, Vincenzo Bertolone   e si concluderà sempre alla presenza del presule l’8 dicembre. La celebrazione eucaristica di domani sarà invece  presieduta da monsignor Antonio Stagliano, vescovo di Noto e cittadino onorario di Chiaravalle Centrale. È prevista la presenza di autorità istituzionali e religiose. Dopo la funzione, alle ore 21.30, nel giardino,  si terrà il concerto, offerto dalla Provincia, degli  Ama Jazz Combo.

Nel corso della giornata quanti lo desiderano, in orari diversi dalla celebrazione eucaristica, potranno anche visitare l’antica  biblioteca che custodisce circa diecimila volumi e  il museo della Civiltà contadina.

Diverse le iniziative intraprese nel corso di quest’anno: dall’inaugurazione  della portineria intitolata a padre Bernardo da Petrizzi, promotore della ricostruzione della chiesa, alla donazione del confessionale  da parte delle famiglie in ricordo dei giovani figli che non ci sono più.

E poi tante manifestazioni di socialità, dalla condivisione di momenti di festa popolare, dalla musica, alla proiezioni di film, fino allo sport.

La manifestazione di domani sarà la più importante dell’anno giubilare, ma ne seguiranno altre che vedranno la partecipazione attiva anche dell’Amministrazione comunale e della Pro loco.

Padre Giuseppe Lombardi, guardiano del Convento, ha ancora ripercorso la storia di quest’istituzione religiosa, che affonda le radici nel Cinquecento. «Da allora tante sono state le vicissitudini  che hanno interessato il territorio ed il Convento, terremoti, epidemie, anche una soppressione, ma anche in quell’occasione i monaci non hanno abbandonato la popolazione, le sono rimasti vicino, con la loro testimonianza di preghiera, di spiritualità e vita  francescana».

Il Convento è sempre stato luogo di accoglienza, ma anche di formazione, tra  le varie funzioni alle quali ha assolto, è stato anche, in un certo senso, il primo liceo di Chiaravalle. Qui dopo il noviziato, s’intraprendevano gli studi del ginnasio. Eppure questo luogo che,  attualmente è pure casa vocazionale, alcuni anni fa ha rischiato la chiusura e ciò esorta a non distogliere l’attenzione su   una  presenza storica come quella dei francescani che è un elemento fondamentale della vita comunitaria di Chiaravalle e di un vasto comprensorio. Diversi gli interventi che in questi ultimi tempi hanno valorizzato il Convento, riportando a nuovo splendore il chiostro, il coro ed  anche locali interni al monastero.

Nel rimarcare l’importanza del ruolo che i Cappuccini svolgono, nella comunità, con la loro missione caritatevole, attraverso l’accoglienza, come centro di socialità, il sindaco di Chiaravalle, Gregorio Tino, ha evidenziato  come la collaborazione l’Amministrazione non si limiti alla giornata della cerimonia, ma si esplichi normalmente in diverse iniziative. Nell’intervento del primo cittadino ancora, il Convento come risorsa turistica, diverse però sono le azioni che devono essere intraprese. Attualmente è in corso un finanziamento concesso dall’Assessorato regionale all’Urbanistica, pari a centocinquanta mila euro per interventi al tetto ed alla struttura.  La giornata di domani consentirà per la prima volta a tanti rappresentati istituzionali di visitare per la prima volta il Convento e di scoprire la valenza che nel tempo ha rivestito.

Il presidente della Pro loco, Giandomenico Ceravolo, ha ricordato come questa realtà religiosa abbia rappresentato una sorta di viatico per la gioventù. Nell’ambito della giornata di celebrazioni,  il sodalizio di promozione turistica  offrirà collaborazione fattiva con i suoi volontari e con entusiasmo sarà vicina  al Convento anche  in iniziative future.

                                                    Maria Patrizia Sanzo

CHIARAVALLE , giovedì 26 luglio 2012 – Festa grande per il centenario della ricostruzione e dedicazione della Chiesa del Convento dei Cappuccini, celebrato nel corso di una cerimonia presieduta da monsignor Antonio Staglianò, vescovo di Noto e cittadino onorario di Chiaravalle. Tutte le componenti della comunità religiosa e le realtà associative che gravitano attorno alla realtà francescana si sono mobilitate per questa speciale occasione. Tanti i fedeli provenienti anche dai centri viciniori, tanti da non poter essere contenuti nella piccola chiesa e che in parte hanno seguito la funzione dal piazzale antistante, nonostante il vento che spira quasi costantemente sull’amena collinetta di rione Cona. Una cerimonia  da annoverare nella storia del Convento dei Cappuccini, le cui origini risalgono alla fine del Cinquecento. La solenne funzione  ha avuto inizio con i saluti del ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Calabria, padre Giovambattista Urso. Monsignor Staglianò si è soffermato sull’evento come occasione di fraternità e ha esortato,  nel corso dell’importante anniversario,  anche a sentirsi Chiesa nel senso più profondo del termine, ad accogliere quotidianamente la Verità che Dio ha comunicato alle nostre vite. Un Dio che è prossimo e che s’immedesima nei nostri cuori. Ha richiamato all’essenzialità e ad una fede che non ha bisogno di orpelli e che ci rende umani.

 

Padre Giuseppe Lombardi, guardiano del Convento, ha ricordato la figura di padre Bernando da Petrizzi,  al secolo Tobia Francesco Cosentino, che  un secolo fa promosse la ricostruzione della chiesa, resa possibile grazie al contributo non solo  degli abitanti di Chiaravalle, ma dell’intero comprensorio. Presente a tal proposito alla funzione una nutrita rappresentanza di cittadini di Petrizzi,  il  sindaco e alcuni  parenti di padre Bernardo. All’anziana pronipote del Cappuccino, Celestina Marascio è stata consegnata dalle mani del vescovo Staglianò  un quadro raffigurante il Convento. Padre Giuseppe ha ancora messo in evidenza due particolari circostanze.  Al momento del suo arrivo, sette anni fa,  a Chiaravalle osservava la targa commemorativa della dedicazione della chiesa e si domandava chi mai sarebbe stato guardiano  in occasione dei festeggiamenti del centenario. Incarico che è toccato a lui di San Giovanni in Fiore come il guardiano del Convento di cento anni fa, padre Serafino Marra, peraltro suo lontano parente. Anche un  parente di padre Bernardo ha scelto la via religiosa ed era presente alla cerimonia, si tratta  di don Bernardo Marascio, parroco di Montepaone e per l’occasione si è voluto che proprio il coro di questa parrocchia animasse la funzione. 

Il sindaco di Chiaravalle, Gregorio Tino, ha evidenziato l’importanza che l’opera dei Francescani ha rivestito nel tempo per la crescita spirituale, umana e culturale dell’intera comunità del comprensorio e che come luogo di formazione non ha mancato d’incidere nella storia dell’intera regione. Un’opera attraverso la quale è stata divulgata la cultura della fratellanza e dell’amore per il prossimo.  Una tradizione che assieme al Convento fa parte dell’identità del territorio e dei suoi abitanti. Hanno concelebrato con monsignor Staglianò: il ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Calabria, padre Giovambattista Urso;   il provicario generale della Arcidiocesi Catanzaro- Squillace, don Maurizio Aloise; il guardiano del Convento dei Cappuccini, padre Giuseppe Lombardi e il parroco di Chiaravalle, don Enzo Iezzi. Vi hanno preso parte ancora il vicario episcopale per la zona pastorale Settore sud,  don Gregorio Montillo, diversi sacerdoti delle vicarie di Chiaravalle, Soverato e Squillace e i frati del Convento. Allo straordinario appuntamento anche le autorità istituzionali hanno guardato con particolare attenzione. Erano presenti: oltre al sindaco di Chiaravalle, alle autorità locali,  tra questi diversi primi cittadini dei centri viciniori, e ai rappresentanti provinciali, anche il prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci, il Comandante della Legione dei Carabinieri Calabria, generale Adelmo Lusi e  il Comandante  della Compagnia di Soverato, capitano Emanuele Leuzzi. Anche la Provincia di Catanzaro ha voluto offrire il proprio contributo ai festeggiamenti, attraverso il concerto degli Ama Jazz Combo che, con la collaborazione della Pro Loco, ha avuto luogo nello scenario suggestivo del giardino del Convento.

Alla funzione ha fatto seguito anche il ricco buffet offerto grazie alla collaborazione dei tanti aderenti ai gruppi religiosi e ai comitati che condividono la tradizione francescana e anche all’impegno degli abitanti di Rione Cona. È stata allestita inoltre una mostra fotografica con i vari momenti dell’anno giubilare, inaugurato la prima domenica di Avvento e che si concluderà il prossimo 8 dicembre.

                                                                       Maria Patrizia Sanzo

PER LE FOTO DEL CENTENARIO CON IL VESCOVO ANTONIO STAGLIANO’  CLICCA QUI

IL CONVENTO DEI CAPPUCCINI DI CHIARAVALLE

 

Il Convento, situato nella diocesi diCatanzaro-Squillace, è stato e rimane uno tra i più importanti della Provincia Monastica Cappuccina. La sua pittoresca posizione su una collinetta, appena staccata dal centro abitato,apre una suggestiva finestra panoramica sull’ampia vallata che si estende fino al vicino mare Ionio.  Al tempo della sua prima erezione (1576 o 1594) contava di 17 piccole celle austere, le cui porte si affacciavano su un unico corridoio.
La muratura maestra era realizzata in calce e pietra. La pianta era a forma di un quadrato, all’interno del quale si può scorgere ancora oggi un chiostro con al centro una grande cisterna usata per la raccolta delle acque piovane. Sul lato sud del quadrilatero c’era la chiesetta dedicata a San Francesco. Essa si presentava con due navate:una centrale ampia e lunga ed una laterale stretta e corta; a destra, al posto di una terza navata, vi era il corridoio conventuale.  Negli anni, il Convento è stato più volte soppresso e riaperto ed in seguito arricchito di nuove strutture: la cucina, il refettorio, la biblioteca,il parlatorio e davanti al portone un porticato con tre archi sui quali si ergeva l’attuale calvario.  Nel 1896 fu istallato un cancello all’ingresso del corridoio del pianoterra. Questo rappresentava un limite invalicabile in particolare per le donne alle quali era proibito di visitare tutti gli ambienti, compresi la sacrestia e l’orto. Per visitare questi luoghi era necessaria una dispensa da parte del padre generale.
 
 Nel 1898 sono state costruite sul lato Nord-Est la loggia e le macerie e sono stati completati la stalla, il pollaio e il pagliaio.  Molte volte il convento è stato oggetto di manutenzione ma le più importanti opere sono state effettuate tra il 1926 e il 1930. In particolare sono stati ricostruiti i corridoi e le loro pavimentazioni,restaurati il refettorio, la cucina, le aule scolastiche, la biblioteca e il parlatorio.  All’inizio degli anni 40, l’opera di restauro riguardò la copertura e le facciate per arricchirle esteticamente.  Veramente stupendi i motivi che ornano l’interafacciata in stile gotico con lo splendido rosone e le quattro finestre, di cui due cieche, tutte ogivale,sorrette da due colonnine a ridosso di un artistico davanzale. Meravigliosa la cornice ogivale del portone d’ingresso, resa più incantevole dallo stemma voluto da padre San Francesco d’Assisi per il suo ordine religioso.

 

LA CHIESA

 Dell’antica chiesetta, sorta contemporaneamente al convento, non abbiamo notizie documentate. Sappiamo che era più piccola, di forma diversa dall’attuale, con l’interno a due navate e con una serie di archi poggianti su pilastri di muratura. L’ampliamento della chiesa si è avuto conglobando l’area della sacrestia e sopraelevando i muri perimetrali di 3 metri. La struttura della nuova Chiesa è stata modellata ispirandosi all’antica chiesetta arricchendola di nuovi accorgimenti tecnico-artistici. Nei successivi restauri, del ‘40 e del ‘60, l’altare maggiore è stato rivestito da marmi selezionati, composti in armoniche figure geometriche, dando,successivamente, la priorità alla decorazione, poi alla zoccolatura e infine alla pavimentazione. Nel 1967 vengono riaffrescate le pareti sovrastanti l’altare di San Francesco con immagini, scene e scritte tratte dal Cantico delle Creature. Anche la zoccolatura retta delle pareti del resto della Chiesa è in marmo “giallo di Siena”, lucidato in elementi piani ed elementi sagomati, per un insieme armonioso. Sotto il nuovo altare è posta la statua di Gesù nell’orto di Getsemani. Nell’agosto del 1969 veniva ultimata la pitturazione, ed a completamento dell’opera, il 25 novembre del 1973, avveniva l’istallazione del nuovo portone d’ingresso in legno pregiato; un’opera che, con isuoi sei pannelli decorativi in sintonia con quelli della cornice, ben s’incastona nel complesso della facciata, rendendola più monumentale.

LA BIBLIOTECA

La biblioteca è nata con la presenza dei cappuccini a Chiaravalle,ed è andata sempre più arricchendosi di volumi e manoscritti comprendenti collane di opere scientifico–letterarie, tanto da raggiungere la quota di 1000 manoscritti e 15000 tra volumi e opuscoli.   Col tempo, venendo a mancare il frate che si prendeva cura di questo patrimonio, ormai divenuto libero e senza più controllo, i vuoti negli scaffali apparivano sempre più evidenti.   Anche le varie opere di restauro del convento, hanno prodotto ulteriori dispersioni.   Attualmente è in corso un accuratoriordino con catalogazione e sono risultati presenti 8000 tra volumi e opuscoli sciolti alcuni dei quali in condizioni disastrose.

 

 

 

IL CAMPANILE

Da alcuni documenti visivi datati 1944 si può vedere come il campanile, sistemato a destra della chiesa, era costituito da una struttura più solida, ma sicuramente meno funzionale per la sua posizione più bassa di quella attuale.   Oggi, il nuovo campanile svetta imponente verso il cielo. Sorge sempre sulla stessa area del precedente e riprende i motivi gotici della facciata della chiesa.   La struttura venne ancorata ad un da dodi cemento armato profondo tre metri, nel quale furono inserite le quattro colonne portanti,al termine delle quali si innalzano quattro piccole guglie che accompagnano, per quattro metri e mezzo,una meravigliosa piramide, alla cui sommità poggia una sfera di circa60 cm di diametro, avvolta da quattro foglie di acanto, anch’esse in stile gotico, sulla sommità della sfera si trova una croce in ferro battuto alta un metro e mezzo.
Tratto da un lavoro svolto  dai giovani dell’Azione Cattilica

per il CONVENTO CAPPUCCINI 1 in 3d clicca qui

per il CONVENTO CAPPUCCINI 2 in 3d clicca qui

Lascia un Commento