LA NUOVA CHIESA DELLA FORESTA , CHIARAVALLE CENTRALE

 

 

La nuova Chiesa della Foresta

 

Attorno agli anni quaranta si progettò di sopraelevare la parte sovrastante l’altare maggiore dell’antica chiesa della foresta onde poter costruire un’imponente cupola da poggiare,in parte sui muri perimetrali ed in parte sulla curvatura absidale.Il tutto sorretto da colonnine in mattoni nei pressi della balaustra dello stesso altare.Eretta  in fretta,con sistemi piuttosto empirici e con materiali alquanto pesante,l’enorme cupola non resse per molto tempo.Una notte d’inverno,durante un forte temporale con sostenute raffiche di vento,il mastodontico cupolone crollò,lesionando le pareti su cui gravava e rendendo inagibile il sacro luogo.Il cumulo di macerie che aveva invaso le navate rimase depositato lì per diverso tempo.La notte tra il 28 ed il 29 novembre del 1944 verso le ore 24 sopraggiunse il colpo di grazia.Una colonna di tedeschi che,in ritirata,risalivano diretti verso Serra San Bruno,fece saltare il ponte sul fiume Memoriana,sito alla periferia del paese.Per effetto della potente deflagrazione,i muri della chiesa,gia pericolanti,caddero miseramente trascinando al suolo ciò che restava del tetto.Rimase eretto soltanto l’arco, a sesto acuto,che reggeva il portale in legno sulla facciata principale.Il portone fu presto trafugato come altre suppellettili recuperabili.Il luogo fu ripulito alla meglio dai detriti e vi rimasero in piedi l’arco spoglio su un gradino del diruto ingresso,alcune mattonelle in cemento del pavimento e brandelli delle pareti laterali,coperti da ciuffi d’erba ingiallita.Accanto a tale chiesa esisteva verso la fine del 1800 una casupola in cui viveva l’eremita della stessa chiesa un tal Feliciano.Verso il 1940 quella casupola, detenuta dalla congrega della Madonna come

 

eposito di materiale utile per la festa e per la chiesa, fu concessa come civile abitazione ad un certo Michele Volpi detto “U’ Bruzzesi”, poiché, evidentemente,proveniva dall’Abruzzo,ed era priore della Congrega della Madonna.Morto il volpi e trasferitasi i suoi figli altrove,la casupola  fu adattata a cappelletta provvisoria per lo svolgimento della festa della Madonna e tale rimase per oltre trentanni..Una campanella sul tetto,ed un altarino,nella parte tondeggiante del retro,segnavano il necessario passaggio dalla casa privata,alla pubblica chiesuola utile alla celebrazione della festa patronale. Nel 1975,per dar spazio alla costruzione dell’attuale Chiesa e delle strutture attigue,quegli storici ruderi furono demoliti;ma,nell’inconscio collettivo dei chiaravallesi quell’arco-portale rimane uno dei pochi simboli distintivi della cittadina e della fede verso la Madonna della Pietra.  Ben 22 anni prima l’arciprete Don Saverio Bevivino adducendo quale causa del crollo i tristi eventi bellici inoltrava richiesta al Genio civile per ottenere i finanziamenti per la ricostruzione.Questa iniziò ufficialmente il 16 ottobre 1975 quando l’arcivescovo Mons. Fares benedisse la prima pietra.Il progetto redatto dall’Architetto Zanini mostra una struttura moderna.ad un’unica navata,squadrata in orizzontale ma slanciata in verticale;il che le conferisce solidità al corpo di costruzione.Dopo alterne vicende la chiesa fu portata a ternine dalla ditta del chiaravallese Antonio Fabiano,dopo che l’ing. Tito Arno,direttore dei lavori, s’era recato a Lauria per espletare col Vescovo convalescente,le ultime formalità. E così l’Arcivescovo Antonio Cantisani il 5 agosto del 1992 consacrava la nuova chiesa ma lla madonna della Pietra,consegnando al Parroco Don Dino Piraino le chiavi del portone centrale,in legno scolpito,opera magistrale del chiaravallese Francesco Squillacioti.Il portone della vecchia chiesa con l’arco, invece , si trova alla chiesa del Cuore di Gesù!

.

.

.

Lascia un Commento