U’ MALE E’ PANZA

 

U’ MALE E’ PANZA

In tempi come questi, in cui la mala sanità è di moda, il pensiero corre ai primi anni settanta quando un gruppo di giovani chiaravallesi al teatrino della saletta del Convento dei Cappuccini mise in scena una esilarante commediola semidialettale ,a soggetto, dal titolo:”U’ male e’ panza”. Trattava di un contadinotto che,dopo essersi recato dal suo medico curante per un semplice raffreddore, recandogli in dono un bel pollo ruspante, e sollevandosi ad una ad una cinque o sei maglie polverose indossate una sopra l’altra, finisce per accusare un forte mal di pancia. Viene così indirizzato all’ospedale e si ritrova subito in sala operatoria. Anestetizzato con una mazzata in testa gli viene aperto il ventre dal quale vengono estratti cordate di salsicce,intere forme di formaggio, fagioli, ceci ed altri cibi pesanti;infine persino un calcolo sottoforma di una grossa pietra soggetta poi ad essere attentamente analizzata. L’epilogo era da scompisciarsi:una radio deposta su un mobile di fondo trasmetteva una partita di calcio:quando il cronista annunciava eccitato:”…Mazzola…tiro…Rete!”…i medici lasciarono i bisturi e le forbici infilzate nella pancia del paziente e andavano a brindare  alla vittoria dell’Inter in un angolo,facendo baldoria  ed alzando il gomito per diversi minuti…poi ricucirono alla meglio mezzi ubriachi… Quindi, uscirono tutti…Il sipario si chiudeva col paziente che dava segno di risvegliarsi… con la prospettiva di ritrovarsi solo e abbandonato…Tra i partecipanti  si ricordano il contadino Carmelo Principe,il medico di sala operatoria Paolino Macri,il radiocronista Peppe Sestito…e poi ancora Oreste Faga,Pino Ciancio,Mario Moroniti e tanti altri che, sostenuti ed incoraggiati dai parroci Don Saverio Bevivino e Don Pasquale Montepaone e dai Padri Cappuccini Alessandro e Consolato, fecero trascorrere un’ora buona di puro divertimento al numeroso pubblico che gremiva la saletta. 

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