STORIA DEL TEATRO A CHIARAVALLE CENTRALE di Rauti-De Santis

 

Il Teatro a Chiaravalle Centrale

Una “vision” unica, diverse situazioni e protagonisti. 

ceravolo 

Le prime esperienze teatrali di rilievo a Chiaravalle Centrale risalgono ai primi decenni del secolo,ma per vedere qualcosa di entusiasmante, bisogna aspettare tra il 1940 e 50,quando Mario Ceravolo, che ne era anche l’autore del testo ,mise in scena , plasmando con soli attori improvvisati,dell’intero comprensorio,La passione di C r i s t o (Tragedia in versi già Pubblicata a Catanzaro nel 1938).La rappresentazione, venne allestita su una vasta e suggestiva area, in località Foresta , con un’imponente scenografia hollywoodiana e con una partecipazione popolare stimata oltre ogni previsione, seguita da un un vasto consenso, diffuso oltre i confini regionali, considerato che, per molti anni, venne replicata in diversi siti e poi, addirittura, adattata radiofonicamente dalla Rai e nel periodo pasquale di inizio anni60,recitata più volte da Silvio Noto anche alla Radio Vaticana. Mario Ceravolo aveva proposto,a dire il vero, in precedenza, in un teatro approntato provvisoriamente in Via Nazionale (struttura originaria dell’ex Hotel delle Serre)diverse esibizioni di compagnie teatrali di prosa e di operetta e solo successivamente, anni dopo, riuscì a realizzare una struttura degna ed idonea allo scopo, quale il cinema teatro Impero. Le attività teatrali rifioriscono e si rafforzano ancor più a Chiaravalle, tra glia anni 60 e 70, con l’avvento di vari gruppi,tra cui la Gioventù Francescana, ispirata da P. Alesssandro Nardi . Maria Rosaria e Rita Ceravolo, con Lorenzo Abbadessa,coadiuvati del Prof. Pino Lombardi, nello stesso periodo formarono una compagnia teatrale che nel 1964, tra l’altro, rappresentò al Cinema teatro Impero la commedia:”Addio giovinezza”. Nasceva a Chiaravalle Centrale quindi una sorta di “Teatro primordiale”. 

 

Lentamente, progressivamente, al passo con i tempi di una terra molto particolare. Nella storia dell’attività teatrale vi sono molti colpi di scena, mutamenti storici, scontri duri e performance di altissimo livello. Una storia tanto variopinta, quanto vivace, simbolo di una terra perennemente sonnacchiosa, ma che ha spesso saputo reagire acquisendo incredibile vitalità. Le radici della storia teatrale a Chiaravalle Centrale si scoprono molto antiche e, riassumere il tutto in poche righe, sarebbe riduttivo oltre che non abbastanza supportato (vista la natura dello studio) da documenti storici. Tra Chiaravalle e Cardinale operò dal 1975 la Compagnia Teatrale delle Serre “Graziano Candiloro”. 

 

Non manca la tradizione della farsa popolare in vernacolo, con il Gruppo Folkloristico Musico-Teatrale Città di Chiaravalle Centrale. In comune tra le due realtà, c’è la matrice di un unico fondatore: Andrea Borelli che, merita un posto di rilievo tra i massimi autori della storia teatrale del comprensorio. ..Un personaggio di quelli che ,di fatto, prese molti ragazzi, li mise su un palcoscenico ed insegnò loro l’arte dello stupire .Lo sviluppo artistico-culturale della Compagnia,durante gli anni successivi è dovuto però anche a personaggi quali, Enzo Posca, Peppe Sestito, Franco Candiloro, Lucio Falvo, Enzo Barone, ecc. non dimenticando Antonio Corrado, per il supporto tecnico e le sorelle lozzo, per la confezione dei costumi. Ad Andrea Borelli ,va inoltre riconosciuto il merito di aver dato l’input ad un’attività teatrale di tipo associativo, di buon livello artistico,   ma   soprattutto in continua espansione collettiva. E’ però doveroso sottolineare la partecipazione fattiva, coadiuvata da entusiasmo contagiante, di molti giovani, il cui contributo è risultato rilevante per la storia che stiamo per sintetizzare. 

 

Dalla “La Nuova Filodrammatica Chiaravallese” alla “Compagnia Teatrale delle Serre”

 Questa analisi meriterebbe di essere ampliata comprendendo anche agli anni’60, ma si correrebbe il rischio di fare un riassunto generico e scarsamente documentato, fonte di una comprensione distorta della vera realtà. Pertanto iniziamo quindi dagli anni’ 70.Noi 1975 infatti,al Convento dei Padri Cappuccini, crogiolo di attività socio-culturali e ricreative di Chiaravalle Centrale, la Gl.FRA,riprende ancora con più fervore il suo antico percorso spirituale e culturale, spinta anche dalla massiccia presenza di giovani attirati e sollecitati da chi, con esperienze dal recente passato,sente fortemente il desiderio di riprendere, in comunione con altri, il cammino spirituale di S. Francesco , propugnando in parallelo, una entusiastica ripresa delle attività teatrali. Da questi primi momenti si comprende la mission che si propongono coloro che hanno intenzione di “fare teatro”. 

 

Mission: occupare il tempo libero di quei giovani che, numerosi, bussavano alla porta del Convento; 

Fine sociale e culturale: attraverso il teatro valorizzare la cultura e le tradizioni con fini identitari. 

 

Con lo scopo ultimo di dar modo ad una coesione sociale. Con la fattiva ed entusiastica  partecipazione dei giovani francescani, affiancati da   altri ragazzi delle realtà territoriali–vicine, fu concretizzata ed iniziata la programmazione di un “giallo ” ambientato dalle nostre parti. L’ assistente della Gifra del tempo, Padre Carmelo Del Giudice, incoraggiò le varie iniziative e si adoperò a far concedere, per le varie attività e le prove di rappresentazioni, la sala TOF (Terzo Ordine Francescano) già provvista di teatrino sin dalla sua costruzione, nel 1948 ed usata sino ad allora per manifestazioni culturali a solo sfondo religioso. 

 

Il gruppo di nuova formazione fu denominato “La Nuova Filodrammatica Chiaravallese”. Il primo spettacolo prodotto, fu messo in scena e più volte replicato , al Cinema Teatro Impero, con debutto: 25 marzo 1976 – titolo: “Delitto all’osteria del lago” di Andrea Borelli. 

 

Scrisse all’epoca Giampiero Nisticò all’autore:”… l’importante è continuare. E se non vado errato, Ella e i suoi giovani collaboratori ed attori hanno il numero per farlo. Mi è parso che, dal suo dramma, emergessero contenuti schiettamente cristiani, volti ad affratellare quest’umanità odierna in cui, più che mai, homo homini lupus……Ho apprezzato l’interpretazione e l’entusiasmo di tutti i giovani attori, la regia, la scenografia, le luci, il suono. Anche l’organizzazione m’è parsa degna di nota. Parlare del suo lavoro in quanto tale, mi pare prematuro subito dopo un debutto: è importante, comunque, che il seme sia stato sparso e che fruttifichi”. Nel prosieguo, il 12 ed il 13 Agosto dello stesso anno, fu messa in scena :”La Nemica” di Dario Niccodemi. In coincidenza con l’anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, fu si allestito un classico: “Marcellino pane e vino”, rappresentato il 29 e 30 dicembre 1976, sempre al Cinema Teatro Impero di Chiaravalle Centrale. Chiaramente i continui successi contribuirono enormemente ad attrarre e coinvolgere, se vogliamo, la migliore gioventù. Nel–1977 il gruppo si presentava molto numeroso ed eterogeneo ma molti erano ancora quelli che aspiravano a partecipare. Nel Maggio dello stesso anno fu messo in scena “Quel simpatico zio parroco”. 

Nel settantasette  nasce la Compagnia delle Serre.

La “Nuova Filodrammatica Chiaravallese ” diviene la”C o m p a g n i a T e a t r a l e delle S e r r e ” , dedicata a G r a z i a n o  C a n d i l o r o, con Presidente Vincenzo Pitaro. Questo rappresenta l’inizio di un’attività su un territorio più espanso, accresciuto da nuove comunità di riferimento, dalle caratteristiche e tradizioni simili e vicine a quelle chiaravallesi,con l’ambiziosa aspirazione di apportare un mutamento organizzativo sostanziale all’interno della stessa compagnia e una ventata di novità e propulsione culturale orientata ad ammantare il più possibile e valicare orizzonti ben più ampi. Nello stesso anno fu messo in scena dalla compagnia, un”classico tra i classici”, vale a dire l’opera di Molière “l’Avaro” .Il successo è datato 24 e 25 marzo 1978 – Cinema Teatro Impero di Chiaravalle Centrale. Dopo “l’Avaro, con repentino cambio di percorso, si passa dal classico al sociale, tuffandosi in una realtà ricca di contenuti.”IERI, OGGI … DOMANI ?” di Giampiero Nisticò . 

 

Il testo.dopo aver ottenuto l’autorizzazione del Ministero per il Turismo e lo Spettacolo, andò in scena a Chiaravalle Centrale il2 e 3 marzo 1979.”Il lavoro fu però palesemente focalizzato verso il successivo anno 1987,ricorrenza del 150° anniversario, della nascita del Poeta Mastru Brunu Pelaggi, cui l’opera è riferita. La compagnia presentava lo spettacolo con queste parole : “Nel presentarvi questa proposta teatrale imperniata sulla figura del Poeta-scalpellino di Serra S. Bruno, la Compagnia Teatrale delle Serre “G. Candiloro” ritiene doveroso tracciare un cenno biografico del Poeta perché capita spesso, infatti, che noi calabresi sappiamo poco o nulla di quanti hanno operato nella nostra terra. Mastro Bruno Pelaggì, nato nel 183 7, morì il 6 gennaio 1912. 

 

Poeta istintivo, tra i più efficaci della letteratura calabrese in vernacolo è da diversi lustri oggetto di studi anche monografici e la sua poesia è ora oggetto di attenzione anche critica. Molti hanno contribuito a rivalutarla e addirittura a farla conoscere nella sua stessa terra. In uno dei tanti teatri che ci ha ospitati, allora, il presentatore di turno esordi dicendo: “… questo è un lavoro dedicato a tutti voi dal momento in cui l’Autore ha dichiarato, in occasione di altra rappresentazione, di non essere disponibile a cambiare un pubblico il più possibile “popolare” con un pubblico da “prima” nel più celebre teatro. Per questo stasera noi, faremo di tutto per non deludere né voi né l’Autore, confidando in un giudizio severo ma anche generoso. Grazie!”Lo spettacolo fu replicato a a Serra San Bruno, il 27 aprile 1979, a Pizzo Calabro il 24 maggio 1979, al Comunale di Catanzaro il 27 e 28 marzo 1980, a Petrizzi, a Curinga. Era prevista una serata anche a Roccelletta di Borgia. A Soveria Mannelli nell’agosto del 1981, nell’ambito del Concorso Teatrale Nazionale del Teatro Popolare , l’opera ricevette una targa d’argento, cosi motivata dalla Giuria: “Il testo, riportando alla ribalta la vita e le opere di Mastru Brunu, si inserisce nel più autentico alveo della tradizione culturale calabrese. Pur divertendo il pubblico, lo impegna a riflessioni essenziali, divenendo strumento di presa di coscienza critica.

 Degni di ogni elogio l’impegno, la serietà e la competenza con cui un testo particolarmente difficile è stato piacevolmente messo in scena.” .–Nel 1979, proponendosi di migliorare la conoscenza e la padronanza della lingua parlata e anche della pronuncia, la Compagnia propose, con la collaborazione del Distretto scolastico n° 2, l’istituzione in Chiaravalle Centrale del”T E A T R O  S C U O L A” .Articolato in due corsi, il Teatro Scuola iniziò il 5 marzo 1979,presso i locali dell’I.TI.S. di Chiaravalle. Nel primo corso si impartivano lezioni di dizione, impostazione scenica della voce edizione poetica ed erano tenute dall’attrice Carla Calò. Recitazione, impostazione scenica, erano invece oggetto delle lezioni tenute dal prof. Panzanella nel secondo corso. 

 

Espletata l’attività del “Teatro Scuola”; conclusi i vari impegni programmati del “Mastro Bruno”, la Compagnia propone nel1982  “Cominciamo a rivederci” ,una proposta teatrale di autori vari sul tema della dignità. Dopo questa rappresentazione la Compagnia assume un periodo di stasi, ma è doveroso puntualizzare che, Chiaravalle Centrale, in quegli anni , aveva raggiunto il top e veniva considerata a ragione, fonte di elevate tradizioni e produzioni culturali, non solo del comprensorio, ma anche a livello Nazionale, tanto che, anche se per altri percorsi culturali,Giampiero Nisticò e Pino Lombardi, facevano approdare a Chiaravalle Centrale, portando con se quell’immenso bagaglio culturale e teatrale personale e della sua scuola, Vittorio Gassman il quale in una intensa maratona, durata qualche settimana, non si sottrasse ad incontri .convegni, dibattiti letterari e teatrali, conferenze e discorsi, culminati il 18settembre 1982, in Consiglio Comunale, con il conferimento della cittadinanza onoraria di Chiaravalle Centrale , motivata tra l’altro, dalla riconoscenza della città, ad un alto esponente della cultura nazionale, che ha accolto con entusiasmo l’incontro con le genti di questa terra, identificatosi con loro. Per la partecipazione ed il coinvolgimento dello stesso artista alle—manifestazioni culturali locali la cui presenza le ha arricchite di significati e prestigio . 

Gli anni  novanta

Nel 1994 la Pro-Loco inserì nel programma estivo una rassegna teatrale, aperta a tutte le compagnie che ne avessero fatto richiesta. Spinta da questa iniziativa prestigiosa la Compagnia riprende il suo cammino e nell’estate del 1994 ripropone il lavoro  : “Cominciamo a  rivederci “. Nel 1995 nell’ambito della successiva rassegna teatrale si propone ” Invito a Teatro”.”L’Invito a Teatro” offrì così l’occasione di affermare, anche e soprattutto con la presenza partecipe dello spettatore, la cultura teatrale nella nostra cittadina, affinché il meraviglioso mondo del teatro trovasse anche da noi degna dimora. Ma questi presupposti furono disattesi .E parte della cultura calabrese la poca durata delle iniziative dei gruppi. Sorte diversa non fu per la Compagnia delle Serre : l’esibizionismo prendeva il posto dell’entusiasmo e l’arrivismo metteva in secondo piano la responsabilità sociale .  E tutto finì. Molto andrebbe scritto sulla Compagnia delle Serre, ma ovviamente molto non verrà mai detto. Forse. 

Il gruppo  folkloristico  musico  teatrale “città di Chiaravalle”

 

Come accennato precedentemente, il gruppo Folkloristico fu fondato nel 1978, da Andrea Borelli, che trasferì il suo impegno artistico dalla Compagnia delle Serre al teatro in vernacolo. Il gruppo è ancora attivo dopo quasi trent’anni d’attività, e nel corso degli anni ha messo in scena numerose rappresentazioni,alcune diventate ormai parte del sapere comune popolare delle pre-Serre.—Esibitosi con successo, al Grandinetti di Lamezia Terme, al Mascari di Catanzaro, al piccolo teatro di Montepaone, ma soprattutto, ripetutamente, quando esisteva, al Cinema Teatro Impero di Chiaravalle Centrale. Il gruppo folkoristico musico teatrale “città di Chiaravalle”inaugurò “l’altra stagione” allestita dall’Associazione Tempo Nuovo .Come detto, questo gruppo esiste ormai da quasi un trentennio,ha una storia molto intensa, con momenti luminosi e periodi, logicamente sottotono. Ma per parlare seriamente di questo gruppo bisognerebbe probabilmente, scrivere un altro libro. Negli anni si sono spesso esibiti, anche e sopratutto nelle piazze, divertendo il numeroso pubblico con un linguaggio dialettale altamente espressivo e colorito ma che, raramente, se non quasi mai, è scaduto nel volgare. 

 

 Tra i protagonisti della storia del gruppo è doveroso ricordare Ciccio Maida, eterno presidente, Fernando Barone ,Salvatore Russo, Gianni Carotenuto, Carmelo Principe. Massimo Hauber, Pino Pelaia , Anna DeLuca ,Saro Macrina, Pino Daniele, Antonio Sestito,Antonietta Caruso, Roberto Servello e molti altri.Il gruppo, negli anni, ha allestito i seguenti lavori teatrali: 

 

In una prima fase,sono state rappresentate solo opere scritte da Andrea Borelli : 

  • Nicola manda ncasa ma Cuncetta …
  • L’emigrante
  • Delitto all’osteria del lago
  • U signurinu s’aza a li dieci
  • I tiempi e na vota
  • U suppieppi e’giudici

 

In una seconda fase, invece, sono state messe in scena,attingendo ad autori diversi ,i seguenti lavori : 

  • U miraculu
  • U ziu d’america
  • U gabbu cogghia
  • Don Cicciu u mafiusu
  • Fiat voluntas dei
  • I civitoti in pretura
  • U figghiu masculu

 

L’associazione Culturale “Tempo Nuovo”

Tempo Nuovo raccontata dai protagonisti.
Inizio anno 1997, adiacente al Convento dei Padri Cappuccini, il teatro, testimone e protagonista di mezzo secolo di intense e varie rappresentazioni . Una sala avviata ormai verso un naturale declino strutturale, bisognevole anche di molti e articolati interventi di restauro, pur considerando che, all’occhio degli abituali più ottimisti, con un buon maquillage, poteva ancora essere idonea ad ospitare nuovamente qualsiasi opera teatrale. Nel mese di aprile 1997 viene costituita una Associazione culturale denominata Tempo nuovo, alla cui presidenza è indicato Franco Candiloro da un direttivo composto da: MariaTeresa Sanzo (vice presidente), Francesca Florio,Clotilde Carlutti , Nicola Gullì, Graziano Cristello,Bruno Posca, Mauro Bittoni, Vincenzo Daniele,Domenico Donato e Rodolfo Garieri.

 Inutile sottolineare ancora le enormi difficoltà rilevate e che, ai più, sin dagli albori , apparivano insormontabili , tanto che, le varie strategie proposte, non sembravano affatto convincenti per cui, alcuni consiglieri decisero di abbandonare il progetto. In effetti, i lavori programmati ed i preventivi di spesa erano abbastanza sostenuti al punto che, in un primo momento, si prevedevano spese per la ristrutturazione vicine ai centomilioni, altre spese per ‘allestimento teatro(arredi, tendaggi,impiantistica, attrezzature tecniche) Non sottovalutando le difficoltà burocratiche per poter pianificare una stagione teatrale. In assonanza con il luogo, bisognava sperare in un miracolo! Nel giugno del 1997 comunque, la sala, fu messa dai frati a disposizione dell’Associazione. Grazie alla abnegazione ed al lavoro ,in massima parte in forma gratuita, di molte maestranze locali,e dei soci stessi, quella che era una sala avviata ad un sicuro e totale degrado,in meno di sei mesi, fu ripresa e riconsegnata con la realizzazione di un teatro non molto grande ma, certamente comodo ed accogliente e quindi pronto per le rappresentazioni. In assonanza con quanto abbiamo sinora detto, se di miracolo si doveva parlare,lo stesso era stato veramente compiuto! L’associazione quindi, completata la struttura, organizzate le mansioni al suo interno, avviò la programmazione e tutte le azioni conseguenti per l’imminente annata.


Il Teatro Tempo Nuovo è stato ufficialmente inaugurato nel mese di novembre del 1997, in occasione della presentazione della Stagione Teatrale per l’anno 1998, alla quale hanno partecipato personaggi di spicco come l’allora presiden¬te del T.C.A.  Panzarella e l’attore Paolo Ferrari.
Da allora l’Associazione Tempo Nuovo ha organizzato numerose attività quali seminari, laboratori teatrali, concerti, convegni e Stagioni Teatrali tutte di altissimo livello con attori affermati a livello nazionale.


Dopo la scomparsa del proprio Presidente storico Franco Candiloro nel mese di dicembre 2011, l’Associazione si è data un nuovo  assetto amministrativo e risulta composta da 10 membri che ne costituiscono il direttivo: Mauro Bittoni(Presidente), Nicola Gullì, Franca Florio, Paola San-giuliano, Rosa Chiefari, Umberto Palmeri, Rita Picchi, Pierpaolo Macrì, Anna Taverna e Francesca Borello.

Inoltre , un accordo stipulato con l’Amministrazione Comunale di Chiaravalle ha permesso che, a partire dall’anno 2012 , le nuove Stagioni Teatrali di Tempo Nuovo avessero luogo al prestigioso  Cinema Teatro Impero.

Materiale fornito dal Presidente storico Franco Candiloro.
Per contatti e informazioni sull’attività di “Tempo nuovo”  si può chiamare al numero 0967/92186, consultare il profilo facebook,scrivere all’indirizzo associazionetemponuovo@hotmail.it, o ancora  visitare il sito www.teatrotemponuovo.it

 

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