Don Saverio Bevivino arciprete di Chiaravalle Centrale – Note Biografiche

Don Saverio Bevivino arciprete di Chiaravalle Centrale  – Note Biografiche

A Buenos Aires,in Argentina,l’11.02.1909,Francesco Bevivino di Sant’Andrea sullo Jonio e Maria Tarantino di San’Angelo dei Lombardi, si unirono nel sacro vincolo del  Matrimonio.Da quella unione,l’11.01.1914,in quella lontana città nacque Saverio,terzo figlio,dopo Ippolita ed Elvira.Poco tempo dopo,tornarono tutti a Sant’Andrea.Fu così che il giovanissimo Saverio il 15.10.1914 entrò nel Seminario Diocesano di Squillace .E fu proprio il Vescovo di Catanzaro-Squilace,Mons.Fiorentini che l’8.12. di quello stesso anno benedì la sua veste talare. Quindi,Saverio studiò,per i primi quattro anni di ginnasio a Squillace e per il quinto anno nel seminario vescovile a Catanzaro. Frequentò il primo liceo nel PioX di Catanzaro ed il secondo ed il terzo nel Pio XI° di Reggio Calabria,retto dai Padri Gesuiti.Fece poi gli studi Teologici di nuovo al Pio X° di Catanzaro.Nella Cattedrale del capoluogo calabro fu consacrato Sacerdote il 23 luglio 1939 dallo stesso Mons.  Fiorentini. Celebrò la sua prima messa a Sant’Andrea il giorno dopo,con l’affettuoso conforto dei suoi familiari. L’11 agosto dello stesso anno fu nominato vice parroco a Torre di Ruggero dove giunse il giorno prima della festa della Madonna delle Grazie,accolto dal ParrocoDon Lorenzo Belcamino.Morto il Parroco,Don Bevivino venne nominato Economo Curato.Poi per una serie di delicate situazioni rimaste celate il 7 giugno 1942 tornò a Sant’Andrea dove collaborò molto col parroco Don Francesco Cosentino.Due Anni dopo fu nominato Arciprete a Spadola,dove,in compagnia di Don Francesco Caporale,altro sacerdote,giunse appena in tempo per la festa di San Nicola.A Spadola si distinse come confessore,come fondatore della Filodrammatica,della Schola Cantorum e per la diffusione della devozione  al SS.mo Crocefisso.La sua fama di ottimo prete e di uomo gioviale e alla mano si diffuse nei paesi vicini e molti accorrevano a lui per consigli pratici e conforto spirituale. Segno,questo che Don Saverio era in grado di occuparsi di una comunità più grande.E cosi il  agosto  del 1948 fi nominato Viceparroco a Chiaravalle con diritto di successione al parroco di allora,Don Vincenzo Carretta ormai troppo avanti negli anni per poter svolgere in  pieno il suo ministero.E difatti,poco tempo dopo don Carretta morì e don Bevivino  divenne Parroco a tutti gli effetti. E resse La parrocchia per ben 43 anni fino a pochi giorni prima di morire consumato dalle continue dialisi a cui era sottoposto da tanto tempo.In tanti anni di attività mise in atto le sue molteplici capacità pratiche ed artistiche a favore della comunità e soprattutto dei giovani,moltissimi dei quali lo seguivano nell’Azione Cattolica.Memorabili le recite da lui scritte e dirette,i Cori a più voci, il giornalino della Parrocchia,le sue bellissime poesie con alcune delle quali ha vinto premi di tutto rispetto.E poi il restauro delle statue operato di sua mano,il decoro dei capitelli,l’avvio dei lavori per la ristrutturazione della matrice e per la costruzione della chiesa della Foresta.

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Ed ancora le sue esilaranti battute ironiche e pungenti che lo rendevano simpatico a tutti.Il suo amore per la Madonna della Pietra e per Chiaravalle di cui si sentiva concittadino e Parroco responsabile,ed a cui molto  del suo tempo per lericerche storiche. ”Chi ha orecchi per intendere intenda” soleva ripetere nelle sue dotte omelie spesso,tenute in dialetto perché anche i vecchi capissero i concetti più astrusi della fede e dei problemi sociali per i quali si batteva in prima persona,a volte contestando persino il Vescovo. Ed i vescovi si fidavano di lui delegandolo i n loro vece in molte situazioni,tanto che negli ultimi tempi della sua vita fu costituito Monsignore Canonico.Ma per i Chiaravallesi egli rimane solamente Don Saverio.Desiderava morire sull’altare,da buon Sacerdote;ed in un certo senso è stato accontentato.Si è spento il 17 giugno del 1991 poche ore dopo aver detto messa in campagna.Da una sua foto in Sagrestia,il suo sorriso sembra dire sarò per sempre in mezzo a voi sal cielo così come lo sono stato in vita.Qualche anno fa  si è sentito dire che l’amministrazione Comunale intendeva dedicarli la via che costeggiava la sua casa,dietro il castello,cosa che non si è poi concretizzata.Ma prima o poi un riconoscimento ufficiale gli sarà concesso,perché lo merita come uno dei personaggi più importanti del paese.

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