A Karol Josef Wojtyla + Acrostico di karol Wojtyla + Intervista Impossibile col Papa “Santo” calabrese San Zaccaria

 

                                        A Karol Josef Wojtyla

 

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Il tuo nome,da papa, risuona

ben oltre le colonne di san Pietro;

a te si fissa a lungo il pensiero,

Karol Josef Wojtila,prete polacco…

Perché tu sei l’immagine corporea

del Padre creatore:eterno ed infinito;

curvo sotto il peso dell’incarnazione

desiderata nello spazio  e nel tempo.

Sei il riflesso dell’anima del Figlio,

per l’umana redenzione morto e risorto;

sempre aggrappato al palo della croce.

Sei la candida colomba dello Spirito

che agita il braccio della buona volontà.

Sei la luce bianca dell’eterea spera

nell’ombra nera di questo mondo.

Sei il sorriso azzurro dell’alto cielo

sul volto cupo e triste della terra.

Sei il segnale per il paradiso perduto;

la voce che copre il chiasso indistinto

ed apre la mente e riempie il cuore.

Ora sei Santo e sei la prova certa

che Dio esiste e che per  mezzo tuo

vive ed agisce ancora,come farà domani:

nell’Uomo,con l’Uomo,per gli uomini.

 

 

 

 

Totus Tuus
(Acrostico di karol Wojtyla)

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Kilometri a migliaia…
Andandavi in tutto il mondo
Richiamano Pace e Amore.
Oltrepasava l’indifferenza
La tua parola umana.
WVWV Clicca il pensiero,
Ove la tua icona sorride,
Jojò elastico di santi moniti.
”-Totus tuus…” Ed ora taci.
Yahweh tu mostri ancora….
Là dove parla il silenzio
Arde  la Fede Viva.

 

 

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Intervista Impossibile col Papa “Santo” calabrese San Zaccaria

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D: Che significa il vostro nome,Zaccaria?

R: Significa “Memoria di Dio” e deriva dall’Aramaico…

D:Ma qualcuno si ricorda di voi e dei pochi altri papi Santi Calabresi?

R:Purtroppo,siamo quasi completamente dimenticati…Tutti pensano,giustamente,a Papa Giovanni Paolo II° o a papa Giovanni XXIII° ….I più non sanno nemmeno che esistiamo…

D: Potete dirci ,almeno, i nomi degli altri?

R: Certo;con piacere:Sant’Agatone,San Dionisio,Sant’Eusebio,Santo Stefano III°,San  Zosimo I°,San Telesforo,Sant’Antero… 

D:Tutti nativi della Calabria?

R:Non tutti,ma vissuti nella nostra  regione…Qualcuno,come me, proprio nativo; come San Zosimo I°,nato a Mesoraca…Quindi io e lui siamo i più vicini a Chiaravalle Centrale…

D: E voi dove siete nato?

R: Naqui a Santa Severina sul finire del sesto secolo e sono morto a circa la metà del settimo…

D: Può darci qualche notizia della sua famiglia?

R:La mia famiglia era di origini greche come la stragrande maggioranza  della  popolazione.I miei  

più antichi avi forse erano troiani come vuole la tradizione…
D:In che veste siete giunto a Roma per poi diventare papa?

R:Ci giunsi come Diacono e poi fui uno dei firmatari del Sinodo Romano del 732.

D:In quei tempi diventare papa non era facile,vero? 

R: Il periodo in cui io salii al trono pontificio, era piuttosto difficile per la Chiesa; con i Longobardi che premevano alle porte di Roma e che già con il mio predecessore, avevano invaso il ducato  romano, comandati dal re Liutprando,in effetti c’era qualche problemino….
D:Da cosa siete stato favorito in particolare?

R: Dal fatto che non era più necessario richiedere la conferma dell’esarca imperiale;dalla situazione generale abbastanza confusa, con gli esarchi di Ravenna, molto instabili nelle loro relazioni con i papi;dall’l’Impero d’Oriente in piena lotta iconoclasta;dalla stessa Roma non  più soggetta all’imperatore bizantino,ma non  ancora indipendente;e,naturalmente,dalla benevolenza del mio predecessore,papa GregorioIII° ,santo anche lui…

D: Quanto è durato il vostro Mandato Pontificio?

R: Sono stato Sommo Pontefice dal 10 dicembre del 741 al 15 marzo del 752,cioè alla mia morte.

D:E chi è stato il vostro Successore?

R:  E’ stato sua Santità il papa  Stefano II°.

D: Potete rendere note,in sintesi,alcune di azioni  principali tra quelle più importanti  del vostro Pontificato?

R:Ho stipulato una tregua ventennale con il re Longobardo Liutpando;ho convinto il duca del Friuli Rachis ha rinunciare alle mire espansionistiche,che minacciavano anche la Chiesa,a lasciare il potere  a suo fratello e a farsi monaco;ho consacrato Pipino il Breve,Re dei franchi.E questa fu la prima investitura di un sovrano da parte di un pontefice.Ho convinto l’imperatore d’Oriente Costantino Copronimo ad abbandonare la politica iconoclasta e ad essere favorevole alla Chiesa.  

Convocai due sinodi a  Roma;nel 743 e nel 745 confermando la condanna degli eretici Adalberto e Clemente; organizzai colonie agricole nelle terre da me governate ed abbellii molti luoghi di culto come Santa Maria Antiqua.

D: Siete stato,dunque,amante dell’arte e della cultura?

R:Si. Modestamente;ho tradotto,ad esempio,i “Dialoghi” di San Greorio Magno per i monasteri greci d’Italia;opera che ebbe vasta diffusione anche in oriente.  

D:Il vostro martirologio tesse,brevemente,le vostre lodi;volete rammentare una vostra caratteristica peculiare?

R: Una grande “accortezza prudente”,direi…E penso che sarebbe utile  anche vostri tempi…. 

D:Dove siete stato sepolto  e quando cade la vostra festa come Santo?

R: Sono stato sepolto in San Pietro e la mia festa cade il 15 Marzo,giorno della mia morte;ma non è stata mai celebrata.Del resto,meglio così… 

D:E perché?

R:Perché come si dice dalle nostre parti…finita la festa,gabbato lo santo…E non è facile gabbare

un Santo Papa come me!   

 

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