Vedere il proprio “ IO “ per ciò che è e riconoscerlo significa diventare UOMO; comprenderne l’individualità indistruttibile significa conquistare la propria immortalità di Giuseppe Lombardi

 

Vedere il proprio  “ IO “  per  ciò che è e riconoscerlo significa diventare UOMO;  comprenderne l’individualità indistruttibile significa conquistare la propria  immortalità

divagazioni di Giuseppe Lombardi

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Come tutti Voi anch’io  sono a momenti e a volte faccio trascorrere  anche anni prima di scrivere qualcosa.

Quando leggo un libro, un qualsiasi libro, estrapolo sempre i passi  che mi colpiscono di più. Capita, poi, che rileggendoli a distanza di tempo mi offrono lo spunto per qualche riflessione.

Mi permetto di sottoporne qualcuna alla Vostra benevola attenzione .

Dai libri  :

–   I misteri della Cabalah di Elfas Levi, pag. 47 : Ternari misteriosi…;    ibidem pag.49 :  La debolezza sostenuta dalla fede;

–   Massoneria iniziatica  di U. Poli , pag. 79 : La Tradizione estremo-orientale   

–   Profezie da domani al 2000  di Nostradamus, pag. 22 :   Respiro delle ossa  e del dubbio astrale;

–   Il mistero di Cagliostro di Carlo Gentile, pag. 232 : Dio è il Sé principio fondamentale e permanente;  ibidem pag. 234 : La cognizione perfetta del Gran Chaos;

–   I buchi neri di John Taylor, pag.246 : Accanto ai progressi scientifici.

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Il libro “ I buchi neri “è molto interessante ed anche di grande attualità. L’autore insegna matematica  e fisica all’Università di Londra., dove l’ho conosciuto nel 1977.

Il libro tratta, alla luce della fantasia e della scienza, quest’ultima suffragata dalle teorie einsteniane, anche della possibilità d’esistenza di altri  universi paralleli e di intelligenze extra-terrestri.

Io sono un appassionato di ufologia e non Vi nascondo che in quest’ottica  metto spesso a confronto alcune teorie epistemologiche  con quelle che mi interessano da vicino come Via Scozzese.

 

Ad esempio, riesco a trovare un tono comune tra accenti diversi come tra la Profezia di Ezechiele, trattata da Levi nei Misteri della Cabalah  ed alcuni passi della Genesi e dell’Esodo;  come tra il pensiero di Cagliostro, riportato da G. Gentile a pag. 243 del menzionato libro e molte considerazioni di Brinsley Le  Poer  Trench riportate nel libro “ Gli abitatori del Cielo “.

 Quando ho scritto un articolo su “ La nuova fisionomia dell’uomo rigenerato “,  pubblicato su Hiram  n.2 del febbraio 1990  pag. 42,  ho cercato di tener presente nell’esposizione i filoni tradizionali di alcuni miei modestissimi ed incompleti studi volti alla conoscenza della Cabalah e dell’Alchimia, che mi hanno sempre aiutato ad interpretare qualche testo sacro e qualche problema storico  ed iniziatico.

Ne consegue che non posso non riconoscere che il principio fondamentale della Cabalah  risiede principalmente nell’interpretazione della Bibbia e del Torah, legge divina, dove ciascuna frase, se non addirittura ciascun vocabolo, serve a rivelare un  frammento dell’aspetto divino che è in noi.

Mi sia consentito di dire, in tutta umiltà che, per aumentare la conoscenza e il controllo su se stesso e su quanto lo circonda, l’uomo che va alla ricerca dell’Uomo si trova, di balzo, sempre che abbia superato le proprie barriere del bene e del male, , tra ternari misteriosi, parti quadrate e sovrapposte, porte in numero di sette, colonne e numeri come il 22 e il 18 riferiti a cubiti, capitelli a giglio, melagrane con 400 piccole melagrane contenute, tini a forma varia sostenuti da tori in croce di metallo diverso.

 

In termini di teologia cabalistica , in tale ricerca  l’uomo che va alla ricerca dell’Uomo si trova tra :

–   la debolezza sostenuta dalla fede  e la forza che possiede;    

–   l’affermazione e la negazione;   

–   lo Spirito e la Materia;   

–   la causa e l’effetto;  

–   l’uomo e la donna;   

–   gli Elchim contrari e simili gli uni agli altri;  

–   il dogma (o mistero) e la scienza;   

–   la luce e la realizzazione dei simboli;  

–   la catena e l’armonia degli esseri che si riassume nell’unità;  

–   il mare e lo scorrere  eterno del tempo che cammina e foggia in circolo la distesa fluttuante delle acque.

Ciò significa che in questa ricerca l’uomo si trova nel suo tempio; e se è uno di noi che piange la morte di Hiram si trova nel Tempio di Salomone.

Si affida molto alla luce, che rappresenta il supremo grado dell’Iniziazione ed il livello esoterico più elevato, per dirigere la propria conoscenza  verso quelle cose divine  che gli sono attorno, per meglio conoscere quella parte di Dio che reca dentro di sé  e per scoprire l’Arca dell’Alleanza al fine di ritrovarsi in essa da uomo rigenerato.

Il tempio in cui l’uomo è entrato alla ricerca di se stesso dopo aver superato le barriere del bene e del male può configurarsi alla zona del respiro delle ossa (o dubbio astrale).

Il tempio, però, può trasformarsi in pericoloso labirinto se non si riuscirà a comprendere e ad interpretare il Talmud :  è una fonte di conoscenza in grado di rischiarare dall’interno la materia in modo da rivelare al pioniere o iniziato fratello scozzese quanta parte di Dio è in essa presente, dal momento che lo Spirito Divino è presente ovunque.

Lo “spirito eletto” riuscirà nel tempio  a scoprire l’Arca, ad aprirla e, grazie al Talmud, a sopravvivere dopo aver visto nel suo interno, che potrei definire Centro veramente astrale, il suo stesso volto, o meglio : il volto di Dio.

Se la sua fede ha vacillato,si dice che verrà fulminato o impazzirà , perchè il mitico essere che reca il suo stesso volto non è se stesso ma un sosia :   può essere il Golem  il cui volto d’argilla può facilmente modellarsi a quello di chi lo vede.

Sopravviverà  soltanto lo spirito eletto, perchè sa  bene che lo Spirito Supremo  è uno ed indivisibile,  che l’uomo è fatto a sua immagine e che è una entità individuale.

L’uomo è un uomo, è un io.   Lo Spirito Supremo, il Creatore onnipotente, chiamiamolo come vogliamo ; Brama, Vishnù, Siva, Cristo, Sole, Luna, Stelle, Fuoco, Baal, è un  io, ed è l’ io delle sue creazioni, ed è al di là delle sue creazioni.

Sotto questo  aspetto molto importante,  Dio e Uomo sono uguali ma non equivalenti.. L’ Uomo è immagine mentre Dio rimane  l’unica realtà.  Col tempo l’uomo può evolversi fino a diventare qualcosa  di superiore all’uomo, ma Dio rimane Dio come è sempre stato.  Dio è il  principio trascendentale e permanente di cui l’essere manifesto, cioè l’uomo, non è che una modificazione transitoria e contingente.

Vedere il proprio io per ciò che è, e riconoscerlo, significa diventare Uomo. Comprenderne l’individualità indistruttibile significa conquistare la propria immortalità, diventare un dio con la “d” minuscola.  

Ma anche un dio può essere  incatenato se si sottomette all’autorità della confusione, perdendosi nel Chaos del proprio  tempio.

Con parole di preciso significato alchemico :  la cognizione perfetta  del Gran  Chaos  consiste nel saper armonizzare  la terra e il cielo dei filosofi in modo che possa nascere  l’Uomo rigenerato anche detto Redentore dei due.

Riusciremo con la Tavola di smeraldo  a separare il sottile dal denso e a ricostruire l’ Unità prodigiosa dell’Uno?

 

Noi abbiamo dentro un nostro chaos  personale che è come la  terra minerale da definire secondo la Genesi fino a quando il cielo e la terra non si potranno congiungere sull’altare dell’ amicizia. 

 

La terra indica uno stato di coagulazione ma, in effetti, è un aere volatile entro il quale, nel suo centro, si trova il cielo dei filosofi : centro astrale  che irradia  col suo splendore la terra sino alla superficie.

Se noi riconosciamo il nostro io , coloro che ci stanno addosso e che preferiscono essere animali e vivere secondo le leggi della vita animale e del mondo animale, se lo potranno ci crocifiggeranno come Gesù.

Tuttavia, se riusciremo a conservare la nostra realizzazione dell’individualità anche per poche ore soltanto, noi troveremo il potere di rinnovare la nostra vita, di risorgere e di ritornare a sbalordirli.  

                                                                             Giuseppe Lombardi
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