Intervista Impossibile con L’Ulivo di Gesù

 

  

        

Intervista Impossibile con L’Ulivo di Gesù

 

 

 

D: Signor Ulivo, da quanto tempo è che siete stato  piantato?

R:  Da un secolo,si può dire…

D:  A Scarpaleggia … Perché  il luogo si chiama così?

R:La zona si chiama così perché gli antichi contadini e pastori  del luogo che tornavano sfiniti dalla dura giornata di lavoro dopo aver camminato per vari chilometri nel fango che appesantiva i loro passi giungevano finalmente su una strada “asfaltata” che li portava fino a casa “con le scarpe più leggere”.

D:  Quando accadde il cosiddetto Miracolo dell’Apparizione del Volto di Gesù sul vostro tronco?

R: Il 30 aprile del 1987, nel periodo di Pasqua.

D: E cosa avvenne quel giorno?

R:Due famiglie santonofresi  si trovavano lì,a circa l’ora di pranzo, per  fare il pic-nic dell’Angelo quando un mio ramo frontale si  spaccò   staccandosi quasi di netto dall’attaccatura al tronco e cadde, a causa anche del peso di una precedente ed abbondante nevicata.

D: E come si notò il volto santo?

R:Dalla fitta disposizione di alcuni rugosi bernoccoli nel legno vivo sulla  superficie della spaccatura.

D:  E la notizia della strana apparizione si diffuse subito?

R:Non appena quelle persone presenti in quello spiazzo si resero conto che quell’immagine che si intravedeva corrispondeva al volto di Gesù  annunciarono il miracolo prima a Sant’Onofrio e nei paesi vicini. Poi la notizia si sparse,come dire: a macchia d’olio e giunsero fedeli e curiosi a migliaia da tutta la Calabria.

D: Quindi,fu un evento pubblico?

R:Certo.Ne scrissero molti giornali.

 

D:  E poi cosa accadde?

R:  Io fui ben presto recintato;prima col nastro adesivo a strisce rosse,poi con la rete metallica,per impedire che le mani di centinaia di pellegrini che venivano a visitarmi ogni giorno potessero danneggiarmi,visto che,in molti, si avvicinavano per farmi le foto.In seguito,al posto di un vecchio pagliaio esistente nelle vicinanze,fu costruita una cappella. Ma il vescovo di allora, smentì che l’apparizione avvenuta nel mio tronco fosse un miracolo affermando di non credere che il volto di Cristo potesse imprimersi su foglie o alberi. E, di conseguenza proibì la celebrazione di sante messe a tutti i sacerdoti diocesani in quella cappelletta.

D:  Può narrarci di qualche fatto particolare legato all’apparizione del volto del Salvatore?

R:Più o meno in quel periodo girò in paese la voce di un tizio che, rimasto in panne con la macchina,proprio qui  a Scarpaleggia, avrebbe visto una processione  in cammino e un tale che,rallentando un’ attimo l’andatura  gli avrebbe detto di portare i saluti ai parenti. Solo che

quel tale era morto da 20 anni.

D: Che ne è di  Scapaleggia adesso?

R: Diciamo che è considerato sempre un luogo sacro,anzi in questo senso è migliorato con l’ammodernamento delle strutture religiose ed il posizionamento di statue di santi,anche se l’afflusso dei visitatori è alquanto diminuito.

D: E lei cosa ne pensa di questi strani eventi che ha vissuto e vive ancora?

R: Io sono soltanto un povero vecchio albero,non me ne intendo di teologia. Ma penso che Cristo può manifestarsi quando e dove vuole e che la resurrezione dei morti sarà una realtà quando Lui tornerà per sempre.

D:  E cosa le fa venire in mente il fatto che il suo volto è apparso in lei?

R:Anzi tutto che Cristo vuole la pace e l’unità tra gli uomini e con lui. Infatti io sono considerato il simbolo della pace e dell’unità.Poi mi ricorda l’albero del bene e del male. E se la terra,di cui Scarpaleggia è solo un pezzettino,sarà un Paradiso o un Inferno,questo dipenderà dalla coscienza degli uomini;anche di quelli che non sanno che io esisto.

D: E,in definitiva,qual è il suo messaggio?

R:Che alla radice dell’albero genealogico di ogni creatura umana c’è Dio.

 

 

 

 

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