Contrada Foresta e la festa della Madonna della Pietra – Contrada Foresta: natura e sito – di Francesco Squillace

 

Contrada Foresta e la festa della Madonna della Pietra

di Francesco Squillace

 

Contrada Foresta: natura e sito

La tradizione accredita che nel mese di agosto si celebra la

festa della Madonna della Pietra nel sito del territorio di Chiaravalle

Centrale, chiamato “Contrada Foresta”, ma non indica alcuna

ragione del perché di tale denominazione. Volendo identificarne

una si deve andare all’idea – per come esige il toponimo

– che la contrada un tempo dovesse essere molto boscosa. Soccorrono

in favore di tale ipotesi alcune indiscutibili circostanze.

La prima è che la zona era assoggettata agli usi civici e, come

tale, destinata al soddisfacimento di alcuni diritti imprescrittibili

della collettività tra cui quello specifico di fare legna

da ardere. E per fare legna da ardere doveva esserci necessariamente

un bosco.

Nonostante la zona in questi ultimi tempi sia stata radicalmente

trasformata, ancora oggi risulta assoggettata agli usi civici

per come si può agevolmente verificare presso gli appositi uffici

regionali di Catanzaro e per come, peraltro, è stato accertato

anche da una consulenza predisposta dal Comune di Chiaravalle

a cavallo degli anni Ottanta-Novanta, attraverso il tecnico

Giuseppe Severini da Borgia

La seconda è che a far tempo dal 1722 e fino agli albori del

secolo scorso il sito non sembra sia stato abitato. Il dato si ricava

dal libro dei morti – disponibile solo dal 1722 – conservato

presso la locale chiesa parrocchiale, dove venivano annotati, insieme

al decesso dei parrocchiani, i luoghi dove essi erano deceduti

e, talvolta, la causa del decesso.

In tale libro figura gente deceduta in tutte le contrade del

territorio (grosso modo corrispondenti a quelle odierne). Non

figura il decesso di alcuna persona che abitasse in contrada Foresta.

Per quel che riguarda contrada Foresta, infatti, figurano le

seguenti due annotazioni: «il 14.04.1851, all’età di 57 anni, ivi è

morto Posca Nicola per essere precipitato dal carro»; «il giorno

3.09.1857 ivi è morto Macrì Francesco, cadendo dal carro».

Chiaramente, i carri erano in transito nella zona dove la strada

doveva essere malagevole e, pertanto, fondatamente si può

presumere che né Posca Nicola, né Macrì Francesco, né altri all’epoca

abitassero in contrada Foresta, appunto perché “boscosa”

e non idonea agli insediamenti umani, ancorché vicina al

paese.

La terza, infine, è rappresentata da altre testimonianze che

militano pur esse per far ritenere il sito in passato non boscoso.

Già le secolari querce in località “Cerzulle” oggi sono testimonianza

di un pezzo dell’ antica zona boscosa. Ma nella memoria

degli anziani ancora residuano le numerose e robuste

piante di castagno, scampate, prima, allo scempio dei militari

del Reggimento 207 durante la Seconda guerra mondiale e, poi,

a quello dell’ amministrazione comunale che ha costruito campo

sportivo, campo tennis, mercato boario, asilo nido, case popolari

e quant’ altro.

  

 

Delle ultime secolari piante di castagno vi è perfino prova

documentale attraverso la deliberazione del consiglio comunale

n. 18 del 17 ottobre 1950, che ne ha disposto taglio e vendita.

Non mi trova favorevole l’ipotesi secondo la quale il nome di

“contrada Foresta” potrebbe derivare dal fatto che nel sito anticamente

vi fosse una foresteria.

E ciò non solo per le ragioni sopra esposte ma perché, dovendo

intendersi per “foresteria” un insieme di locali (di solito

presso conventi, palazzi signorili, collegi e simili) destinati all’alloggio

di forestieri, al riguardo per quel che ci è noto non esistono

prove documentali, né tradizione, né altri elementi da cui

tale ipotesi sarebbe deducibile.

Ragioni ed epoca in cui è stata decisa la celebrazione

della Festa in quel sito

Anche su tale problema non ho rinvenuto documenti. Però,

espongo la seguente congettura nella quale coincidono sia le ragioni

per cui è stata decisa la celebrazione della festa in onore della

Madonna della Pietra, protettrice del terremoto, sia quelle riguardanti

la scelta del sito, tenuti presenti i terremoti di cui vi è

memoria (1626 – 1638 – 1659 – 1693 – 1743 – 1745 – 1783 – 17871832

– 1836 – 1854 – 1894 – 1908 – 1947) e tenuto presente che tra

essi, in particolare, hanno lasciato segni di lutti, di devastazioni e

di macerie quelli del 1638, del 1659, del 1743 e del 1783.

La Vergine Santissima della Pietra è festeggiata anche come

protettrice del terremoto a cui il paese è esposto. Si può supporre

che l’idea di celebrare i festeggiamenti in contrada Foresta

possa essere maturata in occasione di qualche sisma tra coloro

che in contrada Foresta si erano rifugiati, alloggiando “per

molto tempo” in baracche precarie nella speranza e nell’attesa

che le scosse sismiche si placassero.

Ed è presumibile che l’occasione sia stata data dal terremoto

del 7 dicembre 1743, così descritto nei libri parrocchiali

dall’arciprete del tempo rev. Tassone:

Nell’anno 1743, alli sette di dicembre fu un tremendissimo

tremuoto, lo quale, e per la durata e per la fortezza, fece gran

danno in molti paesi per aver fracassato case, per lo che gli abitanti

fanno necessitati andar per molto tempo nelle capanne

di tavole e nelli pagliari. Tra i paesi danneggiati vi è compresa

questa terra di Chiaravalle, nella quale dalla porta vecchia fino

al castello si fracassaron tutte le case.

Tale presunzione potrebbe essere rafforzata dal seguente altro

documentale: a occuparsi dell’organizzazione della festa, fino

a molti anni or sono, è stata la Confraternita di Maria SS. della

Pietra, della quale nel libretto esistente tra i documenti presso

la chiesa parrocchiale e contenente le norme per l’iscrizione,

si legge che la confraternita è stata fondata prima del terremoto

del 1745. Presumibilmente, dunque – argomentiamo noi -, a ridosso

delle sciagure del terremoto del 1743.

D’altra parte, il legame tra la confraternita e il culto di Maria

SS. della Pietra è testimoniato nel su citato libretto ove si legge che

su proposta di Mons. Allega Ministro degli affari interni del

Regno delle Due Sicilie, Sua Maestà Cattolica si benignò con

suo reale decreto del 16 dicembre 1824 concedere alla Confraternita

di Maria SS della Pietra, il RAssenso, elevandola e

Reale Arciconfraternita, con coabitazione nella Chiesa Par~

rocchiale omonima, affidandole il culto della Vergine SS sotto

il titolo della Pietra, proclamandola Protettrice di Chiaravalle.

 

Le varie chiese per la celebrazione della festa

Nella sentenza della Gran corte criminale di Calabria Ultra

Seconda del 18 ottobre 1835 – che ha condannato a morte per

decapitazione tale Domenicantonio Pisani il quale nella notte

del 30 agosto 1835 aveva assassinato sulla gran via di Chiaravalle

davanti al palazzo di don Felice Rossi, il giudice Domenico

Scaramuzzino – si legge che in quel malaugurato 30 agosto 1835

ricorreva la festa della SS. Vergine sotto il titolo della Pietra, che

in Chiaravalle solennizzavasi con pompa, anche con la celebrazione

di una fiera in sito poco lontano dall’ abitato.

Nel 1835, dunque, si celebrava festa e fiera in sito poco lontano

dall’ abitato, corrispondente sicuramente – anche per quel

che si dirà oltre – alla contrada Foresta.

E si celebrava nell’ultima domenica di agosto (oggi nella penultima

domenica di agosto così anticipata dall’ arciprete don

Saverio Bevivino).

Nel 1935 esisteva già una chiesa in contrada Foresta. Il dato

documentale si ricava da un’ annotazione sul libro dei morti

della parrocchia di Chiaravalle dove si legge: «Fra Domenico Sinopoli,

Eremita della Chiesa di Santa Maria della Pietra in contrada

Foresta morì a 71 anni il 20.06.1877». La notizia autorizza

a ritenere che nel 1835 in contrada Foresta vi era già la Chiesa

di Santa Maria della Pietra con 1’eremita addetto che, secondo i

calcoli in base ai dati annotati sul libro dei morti, in quella data

aveva 3Oanni.

A parte questo, nulla è dato sapere sul sito e la struttura della

chiesa.

 

Sulle chiese di contrada Foresta – a memoria delle persone

più anziane – si hanno per certe le seguenti notizie: esisteva una

piccola chiesa che poteva misurare sì e no circa 60 mq, improvvisamente

fatta demolire dall’ arciprete Bevivino, della quale, oltre

i ricordi della gente, si conservano le fotografie. È probabile

che tale chiesa fosse quella presso cui era eremita il su ricordato

Fra Domenico Sinopoli nel 1835 e fino alla sua morte (1877).

Comunque, l’angustia della chiesa e la crescente devozione

dei chiaravallesi verso la Madonna della Pietra intorno al 1925

ha fatto sì che fosse aperta una sottoscrizione di offerte, attraverso

le quali è stata costruita una chiesa molto più ampia in luogo

poco discosto e verso ponente rispetto alla precedente.

Chi scrive ricorda perfettamente tale chiesa costruita con laterizi

a faccia vista (mattoni pieni), prodotti nelle fornaci in

buon numero allora esistenti nel territorio.

Non si sa a chi è venuto in mente, ma un bel giorno – forse

durante la Seconda guerra mondiale – si sono visti trasformati

con un arco di cemento gli stipiti della porta d’ingresso alla chiesa,

con sovrapposta una cupola pure in cemento.

1’8 settembre 1943 una colonna di soldati tedeschi in ritirata

(era la famosa divisione corazzata Herman Goering ricorda

Cesare Mulè) , inseguita dai soldati canadesi è transitata per

Chiaravalle, puntando per la strada interna verso Squillace. Secondo

la terribile logica della guerra, i tedeschi hanno minato e

fatto saltare i vari ponti della strada per rallentare l’inseguimento

degli americani.

E così, quando hanno fatto esplodere le potenti mine per

far saltare il ponte Memoriana, son crollati pure l’arco, la cupola

e la Chiesa della Madonna della Pietra già danneggiata dalle

alluvioni.

A seguito di questi fatti, mentre la festa è tornata nella piccola

antica chiesetta, si è posto mano alla ricostruzione della

chiesa ricorrendo al finanziamento dello Stato attraverso i fondi

per danni bellici.

Realizzata l’attuale chiesa, il caro don Saverio Bevivino, tra

le tante cose buone fatte, ne ha fatto una meno buona: ha raso

al suolo l’antica chiesetta carica di storia.

Sulla scelta del sito per la costruzione delle varie chiese in

contrada Foresta va detto ancora un particolare: il suolo di contrada

Foresta – come già detto – era assoggettato agli usi civici

e, quindi, era pubblico. Non si sa se anticamente fossero fatte

delle cessioni di suolo o delle concessioni per la costruzione delle

antiche chiese.

Si sa solo che a richiesta del vescovo di Catanzaro e di Squillace,

mons. Fares, il consiglio comunale di Chiaravalle da chi

scrive all’epoca convocato e presieduto con delibera n. 12 del 3O

agosto 1960, ha concesso mq 25.590 di suolo nella zona Foresta,

facente parte del demanio comunale per la ricostruzione

della Chiesa della SS. Maria della Pietra e di altre strutture per

eventuali opere di assistenza e beneficenza.

La giunta provinciale ha limitato la cessione del suolo a mq

6.426,50, ritenendo opportuno, tra l’altro, che l’ampio piazzale

prefigurato nella planimetria allegata alla richiesta restasse demaniale

e, quindi, al limite, con possibile utilizzo per festa e fiera.

È opportuno evidenziare – perché i chiaravalle si sappiano che

la zona indicata nella delibera del 3Oagosto 1960 era il poggio

sito a est dell’ attuale campo sportivo.

Nel fare quella proposta si è immaginato un nuovo tempio

su di una collina panoramica, dotato di accessi e spazi adeguati,

oltre per la celebrazione della festa anche per lo sviluppo di un

grande fiera.

Poi a qualcheduno è evidentemente venuta altra nostalgia

perché il 12 maggio 1969 il consiglio comunale ha concesso alla

Curia mq 2.850 di suolo in sostituzione di quello precedente

nel punto ove è stata costruita l’attuale chiesa non maestosa, non

funzionale per acustica e non collocata in una posizione buona.

Sito, comunque, che ricalca grosso modo quello della chiesa costruita

in laterizi e poi crollata.

Non conosco le ragioni delle nuove scelte perché nel 1969

non ero più sindaco di Chiaravalle. Nel frattempo le varie amministrazioni

comunali hanno saccheggiato il demanio della zona

Foresta con concessioni le più varie, insediamenti di opere pubbliche

e perfino private (vedi Frama), per cui gli spazi rimasti disponibili

per i festeggiamenti e per la fiera sono insufficienti.

Forse qualcosa può rimediarsi recuperando per la festa e per

la fiera lo spazio adibito a gioco del calcetto e gli altri ancora di

proprietà pubblica, nonché con la rimozione di alcuni insediamenti

di case popolari previa garanzia di alloggi altrove agli attuali

proprietari o usuari.

 

Devozione dei chiaravallesi verso la Madonna Ss. della Pietra

Non si scopre nulla di nuovo se si sottolinea che la devozione

dei chiaravallesi verso la Madonna è senza confini.

E non mi riferisco solo alla massiccia commovente partecipazione

del popolo tutto (uomini, donne, bambini, ammalati)

alla processione del venerdì che precede la festa e alla festa stessa

della penultima domenica di agosto in Chiaravalle; ovvero alle

altre feste che in onore di Maria SS. della Pietra i nostri emigrati

organizzano all’ estero (per fare solo alcuni esempi Canada

e Svizzera).

Mi riferisco a qualcosa di più profondo e intimo, l’irremovibile

fede che i chiaravallesi hanno nella taumaturgia della Madonna

SS. della Pietra, e non solo quale protettrice dal flagello

del terremoto. ma quale miracolosa consolatrice negli affanni

della vita.

Stando alle intime confidenze, quanti nostri cittadini sono

stati – e sono – segreti testimoni di miracoli ricevuti dalla Madonna!

Si comprende tutta la cautela che la chiesa raccomanda

e consiglia in materia di miracoli. Ma qualcheduno dovrebbe pure

affrontare questo delicato problema.

 

L’ auspicio di un santuario

Don Vincenzo lezzi non poteva che accogliere con entusiasmo,

qualche anno fa, la nomina di parroco in Chiaravalle Centrale,

il suo’ paese. Sacerdote di primo ordine, nel pieno degli anni

verdi ha abbracciato anche la missione di un rilancio delle celebrazioni

della Festa della Madonna col proposito di attivare le

condizioni necessarie per elevare la chiesa di contrada Foresta

in santuario.

È un obiettivo ambizioso ma assai rilevante per i fedeli e per

tutta la comunità.

Per spendere solo qualche parola sull’importante argomento

è bene dire: col nome di santuario si intende la chiesa o altro

luogo sacro dove i fedeli, per un peculiare motivo di pietà, si recano

numerosi in pellegrinaggio con l’approvazione dell’ordinario

del luogo; e che 1’autorità competente per la qualificazione

come “santuario” di una Chiesa e per l’approvazione degli

statuti è 1’ordinario diocesano.

È ovvio che in questa apprezzabile impresa, don lezzi ha bisogno

di sostegno e anche di quegli adeguamenti possibili – da

parte di coloro che hanno il potere di farlo – relativi alla disponibilità

di maggiori spazi intorno alla Chiesa.

Ma quanto sarebbe stato bello avere il tempio sul poggio (e

poi il santuario) dove l’aveva immaginato il consiglio comunale

di Chiaravalle i130 agosto 1960!

(Contrada Foresta e la festa della Madonna della Pietra. Notizie e ipotesi

sulla natura della contrada, sulle ragioni ed epoca in cui è stata decisa

la celebrazione della festa in quella zona, sulle varie chiese ivi sorte,

sulla devozione dei chiaravallesi; sull’ auspicio di un santuario, rese dall’avv.

Francesco Squillace, pubblicate da p. 33 a p. 40 nel volume La Madonna

della Pietra alla Foresta di Chiaravalle Centrale, edito dal Comitato

Feste – Parrocchia S. Maria della Pietra di Chiaravalle Centrale-stampato

dalle Grafiche Falcone di Squillace nel novembre 2008).

Francesco Squillace

 

.
.
.

 

 

SCEGLI UNA RISPOSTA E PREMI VOTE

TI PIACE QUESTO RACCONTO?

View Results

Loading ... Loading ...

 

.
.
.

Lascia un Commento