IL MANDALA COME MESSAGGIO NEL MONDO di Giuseppe Lombardi

 

IL MANDALA COME MESSAGGIO NEL MONDO

di Giuseppe Lombardi

Una delle cose più imbarazzanti per me è che tutti coloro ai quali mi rivolgo per chiedere delle tradizioni mi parlano di tante tradizioni diverse e anche opposte con tanta chiarezza, ed in modo così penetrante, che sembrano non solo comunicare l’essenza del Mandala, ma addirittura far sentire inequivocabilmente “ questa è la mia via; questo è il mio Mandala “.

La mia mente allora si sente perduta sia per le contraddizioni sia perché non trova niente a cui ancorarsi, a cui aggrapparsi.

Mi sforzo, quindi, di penetrare nel mio centro più profondo dove si dice che le contraddizioni possono dissolversi .

Sembra facile. Tuttavia, non appena ci provo, scopro che essendo la mia mente quella che è, mi riesce più naturale essere innaturale, e la cosa più semplice per gli altri diventa la più complessa per me.

Perché? Rispondo con un pensiero tratto dal Canto di Mahamudra (=illuminazione) :

  

— … Se allora con la mente si osserva la mente, sconfiggere le distrazioni è la pratica regale; il cammino della non-pratica è il cammino di tutti i Budda : raggiungere il non-raggiungimento —

Mi domando : “ Uno che fuma che sta facendo ?”

Rispondo :” Fa una cosa molto innocente per un verso. Inspira il fumo e lo butta fuori, inala ed esala; è una meditazione mondana. Il fumare lenisce, dà sollievo all’irrequietezza interna “.

Uno che fuma crea un cerchio, cioè un Mandala, che significa composizione di struttura circolare usata come raffigurazione simbolica o come oggetto di meditazione.

Meditazione su che cosa?

Su tante cose. Eccone alcune :

.1- Il Mandala è il macrocosmo unito al microcosmo. Com’è possibile accettare il Creatore senza accettare il Creato? Com’è possibile dire di no al Creato e dire di si al Creatore?

 

Budda così risponde .” Sono la stessa cosa il Creatore e il Creato. Non c’è distinzione fra l’uno e l’altro : è un continuo processo di creazione. Visto da un polo, la creatività appare come creatore; visto dall’altro polo appare come creato. L’uno e l’altro sono poli dello stesso fenomeno.

2- Il Mandala di sabbia simboleggia l’impermanenza di tutto ciò che esiste. Rappresenta l’impermanenza della vita, motivo per cui viene distrutto appena completato dopo sette giorni.

Budda, 26 secoli fa, ebbe la stessa intuizione che Einstein ebbe 25 secoli dopo e cioè che dentro di noi non c’è nessuno : è solo un intreccio di linee di energie che crea la sensazione di un SE’

 

Soleva dire che il SE’ è come una cipolla : la sbucci, viene via uno strato, e sotto ce n’è un altro. E se continui a sbucciarla, strato dopo strato, cosa resta?

Quando tutta la cipolla è sbucciata, dentro non c’è nulla.

L’essere umano è fatto così. Se togli strati dopo strati di pensiero, di sentimento, cosa trovi alla fine? �Un NULLA.

Questo NULLA non ha bisogno di supporto. Questo NULLA esiste da SE’.

 

Perciò Budda dice che non c’è Creatore : un NULLA non ha bisogno di essere creato.

Questo è uno dei concetti più difficile da capire a meno che non lo si intuisca per mezzo dell’illuminazione (=Mahamudra) che è al di là di ogni parola e simbolo.

L’illuminazione è l’esperienza del NULLA;

per dirla in modo sic et simpliciter : TU NON ESISTI.

3- Il Mandala può indurre ad uno stato di serenità.

Questo è impossibile :

 

Sereno è colui che non è triste o depresso; sereno è colui che è in uno stato di gioia o di beatitudine; è colui che non soffre; è colui che è in estasi.

Ma se noi non esistiamo, chi può essere triste o depresso? Chi può essere indotto ad uno strato di serenità?

Poiché Budda è una perfetta sfera sacra che mostra l’ordine e l’armonia di una mente illuminata costruita sulla perfetta saggezza, così risponde alle summenzionate due domande :

 

“ Se tu sei nell’estasi, è inevitabile che tu ricada nella sofferenza: Solo quando tu non esisti, non ci sei, solo quando tu ti sei dissolto completamente e non c’è più né sofferenza né estasi, solo allora tu raggiungi la vera estasi. Di lì non puoi ricadere nella sofferenza: Raggiungere il NULLA è raggiungere TUTTO “.

I monaci tibetani si sforzano di andare verso il NULLA,, verso un vuoto completo. Essi dicono :

Lasciati cadere nell’abisso; quando tu ti lasci cadere nell’abisso, tu divieni l’abisso stesso. Allora non c’è più morte; un abisso non può morire. Allora non c’è più fine; un NULLA non ha fine.

 

Un qualcosa può aver fine, deve necessariamente aver fine, ma il NULLA no perchè, per non poggiare su nulla, è eterno.

4- Il Mandala riaccende in ogni individuo la speranza che va scomparendo in questa epoca consumistica e frenetica, che mi fa diventare pazzo.

Le antiche scuole tibetane ospitavano sempre un pazzo.

Perché?

Perché il pazzo ha in sé certi aspetti del saggio e certi aspetti del bambino. Perchè è un diverso rispetto alla propria società, cultura, civiltà : ne è caduto fuori.

Il pazzo cade verso il basso mentre il saggio cade verso l’alto : in ciò sta la differenza fra i due. Ma tutt’e due sono caduti fuori;in questo senso hanno delle somiglianze.

Una volta fu chiesto a Sigmund Freud :

 

” Qual è lo scopo della psicoanalisi?”

E Freud rispose .” Tutto quello che possiamo fare è : – rendere normalmente infelici individui che sono istericamente infelici; li riconduciamo all’infelicità normale, al livello di tutti gli altri;

 

– se si sono spinti troppo in là nelle loro nevrosi : noi li riportiamo al livello di nevrosi normale del resto dell’umanità “;

Cosa intendeva dire Freud ? Che l’uomo non può essere felice. Può solo essere nevroticamente infelice, o normalmente infelice ; ma mai felice.

 

5- Dove si coglie il vero significato della verità : nelle scritture, nei testi sacri?

Chi abbandona il desiderio e non si attacca a questo o a quello, coglie il vero significato contenuto nelle scritture, nei testi sacri. .

Ma attenzione : non si raggiunge la verità per mezzo delle scritture;

 

se raggiungiamo la Verità, capiremo le scritture che altro non sono che testimoni che portano testimonianza della Verità.

 

Giuseppe Lombardi

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