I CERAVOLO UNA FAMIGLIA DI PITTORI E LA PRESENZA DEL POLITICO POETA

I CERAVOLO UNA FAMIGLIA DI PITTORI 

E LA PRESENZA DEL POLITICO POETA

(A cura di M. D. Gullì).

 

Ad alimentare l’interesse e la curiosità a ricercare chi fossero i Ceravolo cui appartenevano, qui a Chiaravalle il Mario Ceravolo, medico, politico e poeta ed il fratello col. Alfonzo. e, in seguito, anche Carmelo, impresario e Giosuè, pittore con le proprie famiglie e, nei paesi vicini, altri Ceravolo pittori che hanno firmato tele ancora presenti nelle chiese di alcuni paesi calabresi e a Roma, sono state le foto (una delle quali presentava la sola firma “Ceravolo”) che mi ha mandato l’avvocato Serenella Sèstito pronipote di Domenico Sèstito, un chiaravallese che aveva fatto carriera nel ministero di Grazia e Giustizia a Roma. Altre testimonianze e conferme mi sono arrivate da amici, parenti, ed estimatori di questi artisti rimasti prigionieri dell’oblio. Succede nei nostri paesi dove mancano “le casse di risonanza” per cui la cultura (e chi produce cultura) passa inosservato e, presto rimane prigioniero dell’oblio.

Del dipinto in possesso di Serenella Sèstito a Roma, conosco solo la firma: non so se sia un soggetto sacro o profano né so, anche se richiesto, se quella romana sia un’opera con soggetto sacro o profano.

La curiosità mi spinse a chiedere notizie ai Ceravolo ancora presenti a Chiaravalle: da essi ho potuto apprendere molte altre cose sull’opera profusa da Antonio Ceravolo a Monasterace che firma una tela di cui non si aveva alcuna notizia e a Badolato Superiore dove ne firma altre tre.

Il dipinto di Monasterace fino allora sconosciuto inducono a cercare, a contattare vecchi e nuovi amici, esperti e non, ed altri soggetti e a trasferire la ricerca, ottenendo risultati incoraggianti, da Monasterace a Roma e ad Imperia, a Soriano Calabro e a Serra San Bruno, a Badolato, a Soverato, a Squillace, a Catanzaro, a Isola Capo Rizzuto, a Crotone, a Strongoli.

Apprendo che a Isola Capo Rizzuto, a Soverato e soprattutto a Davoli, tra il secolo XIX sono vissuti i due pittori: i fratelli Antonio e Francesco Ceravolo; che è (quasi) certo che Luigi, figlio di Antonio, è nato a Davoli nel 1867 e che si è sposato a Isola Capo Rizzuto con Francesca Lunari, nata nel 1874; che dall’unione tra Luigi e Francesca Lunari nacquero a Davoli (21 febbraio del 1899) Carmine Angiolo Antonino, detto Nino, che sposò Teresa Gualtieri (mentre la sorella Maria Gualtieri sposò il signor Monterosso da cui nacque Vittorio, e da Vittorio nacque Mimmo Monterosso, che espletò la sua attività artistica a Davoli Superiore. Apprendo ancora che da Luigi e Francesca […], nel 1901, nacquero Giosuè e Carmelo Ceravolo; che dal primo nacque Rita Ceravolo vedova Castanò e dal secondo Francesco Ceravolo, medico, che abita a Chiaravalle. Che da Antonio nacque anche Giuseppe e dal fratello di Luigi, nacque Mario Ceravolo, noto medico di Chiaravalle e già deputato al Parlamento della Repubblica Italiana. Egli sposò una delle figlie di Natale Rauti ed ebbe una figlia Maria che vive a Roma.

 

Tornando ai pittori, di Francesco Ceravolo è pervenuta una sola tela (m 1,98×1,32) in uno stato di conservazione molto precario: rappresenta Santa Caterina d’Alessandria, cui fanno corona Sant’Antonio da Padova, San Francesco d’Assisi e Angeli.

È Più consistente, invece, il numero delle tele firmate da Antonio Ceravolo. Complessivamente sono diciassette: la tela di Monasterace è di soggetto profano mentre le altre sedici rappresentano soggetti sacri: di esse una tela si trova a Isola Capo Rizzuto, altra a Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, altre tre a Badolato e undici a Davoli.

La tela di Francesco Ceravolo, a Gasperina, è datata 1896. Le tredici tele di Antonio Ceravolo sono così datate: 1880 quella di Isola Capo Rizzuto, 1885 quella di Monasterace; 1875, 1876 e 1885 le tre tele di Badolato; dal 1856 al 1888 le sette tele di Davoli. Quattro tele, invece, non sono datate (quella di Sant’Andrea e tre di Davoli). Per completezza, si dice che a Santa Caterina sullo Ionio c’è una tela (non firmata né datata), che raffigura le anime del Purgatorio, molto simile alla tela di Isola Capo Rizzuto.

 

GIUDIZIO CRITICO

DEL PROF. ANTONIO GESUALDO

 

Scrive il Professore:

Chi ama la virtuosità dell’arte non si mostrerà ritroso od esitante a visitarli, nella chiesa dell’Immacolata, fondata nel 1686 e rifatta nel 1859.

Nel S. Andrea Avellino (altezza cm 142×98), mentre celebra la Messa, il Teatino (1521-1608) viene colpito da un raggio di luce, emanata dal Crocifisso, e un chierico lo sostiene; l’iscrizione dice: JOSEPH ANTONIO GUARNA FILIUS DE SUO F.F. A.R.S. MDCCCXXV.

Nel S. Antonio da Padova (cm 142×98), al dotto figlio (+ 13 giugno 1231) della gentildonna portoghese Teresa Tavera, inginocchiato, appare in visione il Bambino Gesù, circondato da nuvole e Angeli; in basso a destra si legge: SUMTIBUS HUJUS CONGRGATIONIS FRATRUM A.R.S. 1876.

Nella ammirevole Crocifissione (cm 146×100), eseguita nel 1885, committente Vincenzo Carnuccio alias Runca, anche le figure della Madonna, con una spada nel cuore, e delle Pie Donne si staccano per forza di rilievo e di luce. In questa tela, dove la sacrale solennità è legata con un profondo sentimento religioso, ravviso la scarsità di effettismi prospettici e un ductus pittorico fluido e immediato; e vi prendo interesse per l’intensità espressiva e cromatica delle figure, per la maniera plasticamente robusta di colorire e per la perfetta intelligenza del chiaroscuro.

 


============================

(Fonti: Ass. Cult: “La Radice”

31 marzo 2006, anno 12 n. 1 pag. 43)