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DON ENZO IEZZI 27/02/2011

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Vincenzo Iezzi  nasce a Chiaravalle Centrale il 19 Novembre 1961,da Giuseppe e Maria Teresa, terzo di 8 figli. Fin da piccolo manifesta desideri mistici e, dopo una adeguata preparazione,prima nel seminario di Squillace e poi in quello “S.Pio X” diCatanzaro; viene ordinato sacerdote nella parrocchia “Maria SS. della Pietra” il 23 febbraio 1986, dall’arcivescovo mons. Cantisani, presenti diversi parroci della diocesi. Subito si dimostra presbitero attivo e grande organizzatore, per cui già in data l febbraio 1987, l’arcivescovo di Catanzaro- Squillace, mons. Canti sani, lo nomina amministratore parrocchiale della parrocchia S.Elia, in Catanzaro,”tenendo conto della tua disponibilità, nonostante il servizioche offri nel seminario arcivescovile”. Il 2 luglio del 1988 viene nominato anche

amministratore parrocchiale della parrocchia “S. Giovanni Battista”, in Cenadi. Il 20 febbraio 1989,mentre era Parroco di Olivadie Centrache, lo stessoarcivescovo lo nomina direttore del centro diocesanovocazioni per un quinquennio “certo che saprai fare pastorale vocazionale soprattutto testimoniando la gioia del tuo sacerdozio … ‘E’ del 25 luglio dello stesso anno la nomina a Rettore del seminario arcivescovile per la scuola media di Squillace: “Il fascino che senti e vivi per il sacerdozio,la tua vitainteriore, l’esperienza che hai accumulato, per quanto così giovane, la tua piena comunione con il vescovo, mi rendono certo di una nuova stagione per il nostro seminario.” Il primo settembre dello stesso anno, un nuovo incarico per il solerte parroco d. Enzo, quello di canonico penitenziere del capitolo con cattedrale di Squillace, “…conoscendo la tua pietà sacerdotale e l’amore profondo alla chiesa che onori con il dono del sacerdozio:’ Il primo ottobre del 1990 giunge la nomina amministratore parrocchiale della parrocchia “S. Pietro”, in Squillace, “conoscendoti profondamente perché presbitero soprattutto a me vicino come rettore del seminario, affinché, nella tua prudenza e nella tua preparazione pastorale, possa servirla, armonizzando idoveri e icompiti di questo prezioso ufficio diocesano': La nomina a direttore del centro diocesano vocazioni viene rinnovata per un altro quinquennio il 7 settembre 1992 ” … perché continui a lavorare in piena comunione con i rettori dei seminari e i responsabili degli altri centri vocazionali …” Nello stesso anno, il 23 ottobre viene nominato membro del consiglio prebiterale diocesano, “certo che la tua presenza contribuirà a fare del consiglio il segno più forte di comunione nella nostra chiesa':  Il 16 gennaio 1993 è delegato al sinodo dio cesano, quale membro del consiglio presbiterale. Il 22 ottobre 1995 viene nominato parroco della parrocchia S. Maria della Pace, in Satriano, località Laganosa “Ad novem annos”, “..Affinchè, gli oltre mille abitanti possano awalersi della dimensione umana della tua formazione sacerdotale, della dimensione spirituale cui sei stato chiamato in modo specifico dallo Spirito Santo, effuso nel sacramento dell’Ordine e di quella permanente, come ha sottolineato anche il nostro primo sinodo': Il primo gennaio del 1996 è nominato cappellano dell’ospedale di Soverato, carica che detiene tuttora, e il primo ottobre del 1998 cappellano dell’associazione Cuochi Calabresi e, nel contempo, cappellanodell’associazione Operatori Pastorali (ACOS). E’ del

15settembre 1999 la nomina, ad amministratore parrocchiale della parrocchia “S. Nicola vescovo”, in Gagliato.  Il primo ottobre 2004 arriva il compito più delicato, la nomina da parte di mons Ciliberti a responsabile della pastorale sanitaria nella chiesa di Catanzaro-Squillace. E finalmente, il figlio di Chiaravalle e devoto della sua protettrice “torna a casa” , il primo ottobre 2005 “memoria di S. Teresa di Gesù Bambino”, come cita la bolla di mons. Ciliberti, con la nomina a “Parroco moderatore in solidum” della parrocchia di Maria SS.ma Della Pietra, in Chiaravalle, in successione a d. Dino Piraino, “…apprezzando la tua multiforme azione pastorale anche tra i cari ammalati dell’ospedale di Soverato, perché continui la silenziosa e ricca semina del tuo predecessore, anche con nuove forme e metodologie,proprie della tua personalità. Con il tuo confratello, d. Giovanni Giorgio, siate pietre vive del corpo mistico”, E la sua opera continua “con l’aiuto di Dio e con tutto l’amore che san capace di darvi': come ama ripetere spesso questo parroco in mezzo alla gente, per e con la gente, animatore instancabile,  dispensato re incessante della parola di Dio, fedele testimone del Vangelo.

CHIARAVALLE 2005 – don Enzo Iezzi viene accolto dalla comunità di Chiaravalle.

Don Enzo Iezzi è stato presentato alla comunità chiaravallese dal vicario monsignor Raffaele Facciolo

 

In processione la comunità di Chiaravalle insieme ad alcuni fedeli della parrocchia Santa Maria della Pace di Satriano Marina, hanno accompagnato don Vincenzo Iezzi dall’ingresso del paese all’altare della chiesa matrice in piazza Dante. Molti fedeli erano presenti alla santa messa celebrata dal vicario generale dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace mons. Raffaele Facciolo e concelebreta da molti sacerdoti della stessa diocesi. All’inizio della messa è stata letta da don Mario Olanda la bolla episcopale che ufficializzava il nuovo sacerdote per la parrocchia di Maria Santissima della Pietra. Durante l’omelia monsignor Facciolo ha salutato il parroco “in solidum” don Gianni Giorgio, ha salutato le autorità, la famiglia del sacerdote e le comunità di Chiaravalle e Satriano Marina. Ha precisato il ruolo del sacerdote, cioè quello di servire e non quello di comandare, ha preso in considerazioni quel che la stampa aveva scritto sulla curiosità del popolo chiaravallese di conoscere il progetto pastorale del nuovo parroco ed ha precisato che, il progetto, è lo stesso vangelo a proporlo.ha infine augurato alla comunità un buon cammino in nome del Signore. All’offertorio sono stati portati i simboli della vita sacerdotale: il pane, l’uva, la sacca del sangue, l’olio, il grembiule e la stola. Infine i saluti da parte del sindaco Nino Bruno, che ha sottolineato che il popolo chiaravallese non è un popolo rassegnato ma bensì un popolo che è pronto a lavorare ed a continuare il suo cammino. Il parroco don Gianni Giorgio che ha fatto presente al collaboratore ed alla comunità l’importante ruolo di sacerdoti, una rappresentante dalla parrocchia di Satriano Marina dove don Enzo era parroco prima e la nipote Rossella che ha tracciato alcuni sentimento che sentiva lei e tutta la famiglia in questo momento. Ed infine don Enzo ha ringraziato tutti, “il mio compito è di conoscere le pecore una ad una, e compito delle pecore è conoscere il pastore” ricordando che è vero che lui è figlio di Chiaravalle ma è anche vero che da trent’anni oramai non era più tanto partecipe delle vita sociale e parrocchiale. “la parrocchia è di tutti, non mia e di don Gianni…” ha ripetuto più volte don Enzo, evidenziando il compito che spetta alla comunità tutta. Ha chiesto infine di pregare per lui ed accompagnarlo sempre durante il suo compito, duro ma ricco di amore.

Alla domanda su quali fossero ora le speranze e le paure ha risposto: “la paure le ha esorcizzate il vescovo quando gli precisai la difficoltà di gestire una parrocchia così grande e lui mi rispose che io avevo già una grande grazia che è quella del sacerdozio. Le speranze sono che possiamo costruire molto insieme alla comunità, e che diventi un luogo dove circola Amore che è lo Spirito Santo come vuole il Signore”. Un compito difficile come successore di don Dino, lei intende svolgere un lavoro di continuità of un cambio completo? “non è un ruolo difficile, anzi non mi stancherò mai di ringraziare il Signore per avere fatto sì che prima di me ci sia stato don Dino, perché don Dino cosa ha fatto? Ha portato Gesù Cristo, ed io cosa devo fare? Portare Gesù Cristo. Quindi diventa un lavoro di continuità e ringrazio veramente il Signore che sia stato don Dino che è mio amico, fratello e confratello che mi ha spianato la strada e facilitato il mio compito da successore di don Saverio e don Dino che hanno donato la loro vita al servizio della comunità chiaravallese”. La comunità della Lagnosa ha dimostrato attaccamento all’oramai loro ex-parroco, come li vuoli ringraziare? “continuando a volergli bene, li amerò sempre come spero di amare sempre di più Chiaravalle”

 

Antonio Walter Rauti

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