SARAI TRISTE SE SARAI SOLO di Sefora Chiara Santoro

SARAI TRISTE SE SARAI SOLO

di Sefora Chiara Santoro

Liceo Scientifico “Da Vinci” – IIS “Ferrari” – Chiaravalle (CZ)

 

A leggere la poesia di Leopardi “Il passero solitario” la solitudine appare lontana e quasi inesistente. Sembra impossibile l’idea di rimanere soli, di non avere qualcuno con cui trascorrere anche solo qualche ora, ma che comunque aiuta a superare un’altra giornata che, altrimenti, sarebbe triste ed angosciante.

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Allo stesso modo appare illogico il comportamento del poeta paragonato a quello di un passero che vive distaccato dal suo stormo, eppure, al giorno d’oggi, la solitudine c’è. E’ strano, vero? Siamo nel XXI secolo e pensare di poter restare soli è come credere a Babbo Natale: non è concepibile. E’ così anche per quanto riguarda la solitudine; non è nulla di concreto, ma siamo noi a renderla tale e dobbiamo essere noi ad eliminarla sostituendola con la sana compagnia, il giusto divertimento, l’allegria. Non bisogna fare opere straordinarie per combatterla, basta stare insieme, anche in silenzio, ma sicuramente si percepirà la presenza di qualcuno al proprio fianco.

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“Sarai triste se sarai solo” sosteneva Ovidio e ad essere più soli, al giorno d’oggi, sono gli anziani. Un tempo si andava a trovare le persone di età avanzata per farsi raccontare aneddoti della loro gioventù, esperienze vissute. Oggi, stare con loro, è quasi un obbligo per noi giovani, perché preferiamo fissare la nostra attenzione su uno schermo piuttosto che guardare direttamente, con i nostri occhi, la realtà e il mondo che ci circonda, mentre le persone sole si imbottiscono di farmaci per riuscire a superare la depressione e i danni che essa comporta. In realtà dovremmo essere noi il toccasana per la gente che soffre, rendendola meno triste, meno sola, meno esclusa.

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Tendiamo spesso ad escludere le persone che non riteniamo “alla nostra altezza”, ma chi siamo noi per giudicare gli altri? Dovremmo mettere da parte ogni forma di egoismo, presunzione e razzismo, condividere il nostro tempo con le persone sole e convincerci che ogni relazione è uno scambio reciproco di umanità.

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