QUO VADIS ITALIA di ANTONIO POLICHETTI

 

QUO VADIS  ITALIA di ANTONIO POLICHETTI

Il  15 novembre 2014  si è tenuto  a Chiaravalle C.le , nella sede del Circolo Auser di via Natale Rauty ,l’incontro- dibattito con lapresentazione del libro “Quo Vadis Italia” di Antonio Polichetti.

 

Saluti del Circolo  di Promozione Culturale

Carissimi convenuti … innanzi tutto  vi ringrazio a nome del Circolo di Promozione Culturale. e del CircoloAuser di aver accolto l’invito e di averci onorato con la vostra presenza inaspettata.Mi corre l’obbligo di porgervi i saluti dei soci tra i quali non posso fare a meno di menzionare Giovanni Sestito e Gianfranco Mammone per l’impegno profuso  e naturalmente l’amico Lello Froio a cui va gran parte del merito se questa prima iniziativa si è potuta realizzare, unitamente a Rosario Ceravolo, presidente del Circolo Auser per la gentile concessione della sala. Inoltre giro i saluti di alcuni soci, sostenitori  o simpatizzanti che si trovano fuori sede ma che avrebbero voluto partecipare a questo evento: mi riferisco ad Achille Salerno ,Teresa  Melissari, Caterina Menichini,  Ulderico Nisticò,Mario Domenico Gullì e tantissimi altri che sarebbe troppo lungo elencare.Dunque:si sa che un Circolo… nasce come espansione di un punto, o come ampliamento del suo centro. Esso rappresenta  anche il senso della mobilità e dello scorrere del tempo. La sua forma suggerisce la protezione dalle negatività esterne ed ha, da sempre, un valore di legame quale, per esempio, l’anello. Come simbolo si riferisce pure alla creatività e alla realizzazione di un programma prefissato. Ecco, dunque, che da un piccolo gruppo di persone di buona volontà, due o tre, inizialmente, e circa una decina in seguito, si è delineato, da poco, un circolo aperto persino a chi è  lontano geograficamente, che è già in espansione e che desidera ampliarsi ancora di più sperando di coinvolgere nel suo movimento alte figure pubbliche o private che di solito, pur essendo attive ed importanti, nel loro specifico campo d’azione, rimangono, spesso, quasi statiche o chiuse in perimetri ,a volte, spigolosi. Il legame auspicato, dovrebbe condurre, appunto, verso il raggiungimento dell’obiettivo. Quello cioè di promuovere, nel senso  di far conoscere e, possibilmente, elevare di grado, non solo la cultura nell’accezione comune, ma anche quella buona cultura locale, intesa  come esperienza di vita, che è sconosciuta, trascurata, o sottovalutata. Perciò è nato il CIRCOLO DI PROMOZIONE CULTURALE  che, come dice lo stesso nome, tenta di raggiungere questo ambizioso traguardo.  In questa visione la cultura comprende le varie forme  d’arte, di espressione del pensiero, la storia e le tradizioni del folklore, le caratteristiche ambientali, per cui  sono necessari il recupero o la  valorizzazione di tutto ciò che attiene al patrimonio  popolare. Tutte problematiche queste di cui il Circolo di Promozione Culturale  intende farsi carico. A tal proposito c’è da dire che diversi sono stati i circoli culturali in passato, ma per varie ragioni si sono estinti. Ricordiamo il Circolo Dante, il Circolo Pascoli, il  Circolo Culturale Chiaravallese, il Circolo Claravallis. Certo, sono esistite istituzioni culturali importanti come i famosi Premi Nazionali, onorati addirittura dell’adesione del Capo dello Stato. Esistono ancora  associazioni di grande rilievo nel  settore culturale ed artistico come Tempo Nuovo, ma di circoli, nel vero senso della parola, dove si può discutere di vari argomenti, non ce ne sono più. Per tanto il  nuovo C.P.C…si propone come luogo di incontro, oggi anche virtuale, dove circolano idee e  progetti comuni rivolti a rendere fruibile la cultura in modo che essa diventi un punto di base per la crescita personale e sociale volta alla riconquista o rivalutazione di quei sani principi, oggi sempre più messi da parte o bistrattati. Ecco perché contiamo sulla fattiva collaborazione non solo dei privati, ma anche delle associazioni e delle istituzioni pubbliche per un’azione congiunta a beneficio della comunità  chiaravallese e del suo comprensorio. Ciò anche perché, almeno in questa fase iniziale, il fondo  cassa è praticamente zero.  Questo di  stasera ci auguriamo sia il primo passo di un lungo cammino che speriamo ci porti lontano. Un cammino, di certo non  facile, ma sicuramente utile. Soprattutto ai giovani che sono invitati a farlo assieme a noi…sia per avere l’opportunità di conoscere meglio il passato, sia per possibilità di raccogliere, un domani, il testimone e continuare l’opera nei tempi futuri. Per introdurre il tema principale di questo primo incontro  ho immaginato l’ideale apparizione, dall’al di là, di un vecchio netturbino che a modo suo rimprovera il fatto che, non ostante tutti i mezzi tecnici moderni e le legislazioni in materia di rifiuti, non si trovi un modo decente di smaltirli senza creare troppi danni alla salute, facendo intendere che, secondo lui, non è tanto questione che non si può, ma, forse, che non si vuole. Ed il perché, spetterà ai relatori qui presenti illustrarcelo.

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Peppe Sestito

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