Il Campo sportivo e la squadra di calcio

 

Il Campo sportivo e la squadra di calcio

 

Attorno al 1930, un gruppo di giovani avanguardisti, capitanati da Giovanni Posca, decise di costruire un campo di calcio in paese. In molti si offrirono di lavorare gratuitamente nel tempo libero per livellare lo spiazzo prescelto alla foresta. Il Comune, in un primo tempo, concesse solo l’uso del suolo. Poi, vista la loro buona volontà, e l’utilità dell’opera per la comunità offrì un contributo di mille lire. Con quei soldi si pagarono i materiali per la costruzione ed anche un carro a buoi  per 25 lire al giorno per il trasporto e lo scarico del terriccio da scasso. Dopo oltre un mese di fatica il campo era pronto. Occorreva formare la squadra paesana.Un appassionato di calcio, tale Felice Catricalà, che già aveva collaborato all’allestimento del Campo sportivo, si adoperò per reclutare i giocatori, per prepararli atleticamente ed assegnare ad ognuno un ruolo secondo le  singole capacità. I primi allenamenti permisero di rendersi conto che era stata formata una bella squadra di calcio: il Chiaravalle che cominciò a giocare con le squadre dei paesi vicini. I ragazzi Chiaravallesi  mettevano tutta la loro energia ed intelligenza pur dì vincere e, specialmente, nelle partite in casa  la vittoria era sicura. Anche il popolo incominciò a prendere gusto ad assistere a quel nuovo sport, e quando vi era una partita, il piazzale attorno al campo era sempre gremito di spettatori urlanti. Anche gli incassi erano abbastanza confortanti e permettevano ai dirigenti di provvedere alle  necessità dì cui la squadra aveva bisogno. Fra le tante squadre dei paesi vicini con le quali la squadra fu invitata a giocare vi fu quella di Serra S. Bruno. Accettato quell’invito e stabilita la giornata per lo svolgimento della partita si approntarono i preparativi. Per quel giorno furono noleggiati due camion, poiché molti tifosi chiesero di accompagnare la squadra. Partirono per Serra di buona ora, anche perchè si considerava quella giornata come se si trattasse di fare una scampagnata. E di fatti, in attesa dell’ora di inizio della partita,si accamparono nel bosco nei pressi del campo. A l’ora stabilita si recarono al campo, e la partita ebbe inizio. Il pubblico  era scarsissimo, ma molti giovinastri, assistevano dalla parte avversaria. Il primo tempo finì in pari. Nel secondo tempo il Chiaravalle segnò e la partita si chiuse con la vittoria. La vittoria, però non lasciò soddisfatti i giovinastri serresi, che all’atto della partenza salutarono la squadra Chiaravallese con una grandinata di sassate. Alcuni chiaravallesi al seguito furono feriti. Il camion si fermò e successe una battaglia. Spuntò anche un  pugnale. Macrì Antonio, tirando nella schiena di un tifoso serrese un martello da autista, salvò il Posca da una sicura pugnalata. La baraonda fu sedata dalla forza pubblica che nel frattempo era accorsa sul posto. Cessata la rissa, ripartirono per Chiaravalle, indisturbati. Ma in paese la voce della rissa era già arrivata, la popolazione era in fermento, in particolare quelli che avevano i loro congiunti nella comitiva. Quando arrivarono incominciarono a chiedere notizie, ma visto che non era capitato nulla di grave, l’accoglienza si  trasformò in una manifestazione di simpatia.

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